Il terribile attacco terroristico scatenato sugli Stati Uniti non è stato indirizzato contro l’amministrazione statunitense né contro le sue politiche in questa o quella parte del mondo. È stato un attacco pianificato da gente che vuole distruggere un intero sistema di valori, in realtà tutto quel che rappresenta la civiltà “occidentale”: libertà, democrazia, potenza economica e capacità militare.
Questi attacchi non si misureranno solo con l’orrendo numero delle vittime, né con l’entità immane dei danni, e nemmeno con l’enormità dell’attacco ai simboli nazionali degli Stati Uniti e del prestigio statunitense. Questo attacco terroristico oggi divide nettamente in due la società mondiale: coloro che promuovono la democrazia, il progresso, lo sviluppo e la libertà, e coloro che vogliono distruggere questi valori e promuovere idee rozze e retrograde. Ci sono poi quelli vicini a chi applaude e gioisce della “punizione” di un paese, gli Stati Uniti, diventato ai loro occhi un simbolo del male.
Non è la prima volta che organizzazioni terroristiche colpiscono gli Stati Uniti per ciò che questo paese rappresenta o di imporre un’ideologia o una politica diverse da quelle scelte da Washington. Echi simili riverberano ancora dalle esplosioni nelle ambasciate americane in Kenya e Tanzania, dall’attacco contro la nave della marina Usa al largo delle coste dello Yemen, dall’attacco contro le installazioni dell’esercito Usa a Dahran e, andando ancora più indietro, dagli attacchi in Libano. Dopo ognuno di questi attentati gli Stati Uniti hanno affrontato con forza e determinazione le organizzazioni e i gruppi che cercavano di ostacolarne il cammino, e i terroristi che pretendevano di rappresentare un mondo immerso nell’odio.
Ogni volta gli Stati Uniti, sia l’amministrazione sia i cittadini, hanno dimostrato di non essere disposti ad abdicare, né ai loro valori né alla loro volontà di fare del mondo un luogo più ragionevole. Il prezzo che l’America ha pagato e paga per questa determinazione è in nome di tutti i paesi amanti della libertà, Israele incluso, che non sono disposti a chinare il capo davanti a estremisti che invocano Dio per giustificare le loro azioni omicide.
Strategia inaccettabile
Senza sapere con certezza chi ha progettato ed eseguito queste azioni terroristiche – si tratti del gruppo di Osama bin Laden, di terroristi sostenuti da qualche Stato, di un’organizzazione islamica o araba, o di un’organizzazione contraria alla globalizzazione o di qualche milizia estremista –, si può dare la colpa a chiunque sia disposto ad accettare una soluzione fatta di violenza e omicidi come un cammino verso la giustizia. Questi saranno coloro che gli Stati Uniti combatteranno, insieme ai partner che ne condividono i valori.
I cittadini degli Stati Uniti, in ogni caso, non sono soli in questo giorno terribile. Chi crede nei valori americani è al loro fianco per rafforzare gli Stati Uniti in questa guerra intransigente contro il terrorismo. ◆ nm
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Questo articolo è uscito sul numero 403 di Internazionale, a pagina 13. Compra questo numero | Abbonati