Dagli schermi televisivi abbiamo assistito all’assalto della fortezza America, con immagini spettacolari di orrore. Com’è possibile trovare un senso a un aereo che squarcia le torri gemelle del World Trade Center di Manhattan, di esplosioni al Pentagono a Washington e di aerei dirottati che si schiantano dappertutto negli Stati Uniti? Al momento è impossibile calcolare le vittime e i feriti ed è ancora troppo presto per quantificare i danni finanziari. Quello che è certo è che l’impatto maggiore dell’attacco lo subirà il modo in cui gli americani percepiscono il proprio ruolo nella storia moderna. Quello di ieri è stato il più massiccio attacco mai scagliato contro il suolo statunitense e porterà in casa degli americani i pericoli legati al fatto di essere l’ultima superpotenza esistente. Si può dire che il dominio degli Stati Uniti nelle vicende internazionali non sia mai stato immenso come è oggi.

Questo potere implica enormi responsabilità, perché c’è l’eventualità di ritorsioni e la minaccia della vendetta da parte dei popoli che si sentono danneggiati da come quel dominio è esercitato nei loro paesi. Quando la politica estera americana pende a favore di Israele, colpisce i palestinesi e i vicini mediorientali. Quando gli Stati Uniti hanno spinto la Nato a difendere gli interessi del Kuwait nel Golfo, sono diventati nemici dell’Iraq. Così come gli Stati Uniti si sono fatti dei nemici quando abbandonarono l’Afghanistan dopo la ritirata delle forze sovietiche nel 1992, e il paese è stato travolto dalla guerra civile e da un’ondata di crescente fondamentalismo. E il sostegno americano al Kosovo non ha trovato il favore dei serbi.

Ironie della storia

Sarebbe scontato dire che gli attacchi di martedì erano inevitabili: le tragedie su vasta scala non lo sono mai.

Ma una delle ironie della storia è che quanto maggiore è il potere, tanto maggiore è la vulnerabilità. Tuttavia, sarebbe una catastrofe per il mondo intero se gli Usa non reagissero con equilibrio e con un impegno totale per garantire la pace. Nessuno desidera una Terza guerra mondiale e oggi solo l’America può impedirla.

Quali possono essere gli effetti sull’economia globale? Facendo aumentare tra gli americani la percezione delle minacce esterne, gli attacchi potrebbero dare il via a un aumento delle spese per la difesa. Il programma di difesa missilistica dei repubblicani, che finora ha suscitato reazioni tiepide, acquisterà maggiore rispettabilità nell’immaginario popolare e c’è da credere che darà nuovo impulso alle spese per la difesa e al deficit degli Stati Uniti. Se il terrore persiste, gli investimenti privati, in casa come all’estero, potrebbero risentirne.

Se il terrore si placherà in fretta la ripresa della spesa pubblica potrebbe, ironicamente, favorire la crescita degli Stati Uniti. Questo, e la prospettiva di una reazione matura da parte dell’America alla sua crisi più grave, può essere la sola speranza di uscire dalle macerie del World Trade Center. ◆ sdf

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 403 di Internazionale, a pagina 57. Compra questo numero | Abbonati