Il 16 dicembre il tribunale di Silivri ha condannato all’ergastolo per terrorismo ed eversione tre dei più noti giornalisti del paese: Ahmet Altan, ex direttore del quotidiano Taraf, suo fratello Mehmet e Nazlı Ilıcak. I tre erano stati accusati di aver inviato “messaggi subliminali” durante le loro apparizioni in televisione prima del tentato golpe del 15 luglio 2016. “La severità dei giudici ha stupito anche quelli che denunciano lo stato sempre più precario della libertà di stampa in Turchia, commenta Yavuz Baydar su Ahval. In particolare, la condanna di Mehmet Altan contraddice apertamente una sentenza della corte costituzionale turca che aveva ordinato il suo rilascio, creando una situazione senza precedenti nell’ordinamento giuridico turco.
Lo stesso giorno il giornalista turco-tedesco Deniz Yücel, corrispondente del quotidiano Die Welt, è stato scarcerato e rimpatriato in Germania. La vicenda di Yücel, che era detenuto in isolamento da un anno senza che fosse stato formulato un capo d’accusa preciso, aveva contribuito a incrinare i rapporti tra Ankara e Berlino. “Se la sua improvvisa liberazione fosse frutto di un accordo sottobanco tra il governo tedesco e quello turco si creerebbe un precedente pericoloso”, scrive Baydar.
Intanto continua il giro di vite contro chiunque si opponga all’intervento militare turco contro le milizie curde ad Afrin, nel nord della Siria. Centinaia di persone sono state arrestate per aver partecipato a manifestazioni di protesta o per aver diffuso “propaganda”. “Ogni giorno Erdoğan chiede al leader del Chp, il principale partito d’opposizione, se è favorevole o contrario al terrorismo curdo”, commenta il quotidiano turco Evrensel. “Questa tattica ricorda quella usata negli anni settanta, quando a chiunque criticava il governo veniva chiesto se era un comunista. Ormai non sono più solo le critiche al potere a essere censurate, ma qualunque forma di critica. Quando il governo avrà realizzato i suoi piani in Turchia non resterà più nessuno spazio di espressione”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1244 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati