Il 2020 è cominciato con evidenti segnali del fatto che il riscaldamento globale non è un’invenzione degli scienziati, come invece sostengono alcuni politici. Incendi devastanti in Australia, alluvioni distruttive a Jakarta e un’ondata di caldo in Norvegia sono la prova che le condizioni climatiche sono state stravolte. Eppure gli scettici non hanno cambiato idea e continuano ad anteporre l’economia e l’industria agli sforzi internazionali per scongiurare un aumento delle temperature.

Il primo ministro australiano Scott Morrison, al pari del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nega il cambiamento climatico. Morrison si rifiuta di ammettere che gli incendi, responsabili della morte di almeno 26 persone e della distruzione di quasi duemila case, siano il risultato di un clima eccezionalmente caldo e secco, provocato dal riscaldamento globale. La vegetazione secca ha alimentato roghi di portata eccezionale, ma Morrison continua a sostenere che le politiche del suo governo stiano producendo “un’economia vibrante e vitale, e anche un ambiente vibrante e vitale”. L’Australia è uno degli stati con le più alte emissioni pro capite di gas serra. L’80 per cento dell’elettricità viene prodotta bruciando il carbone, e l’industria mineraria ha un ruolo preponderante nelle esportazioni. Il paese, come molti altri firmatari degli accordi sul clima di Parigi, è in grave ritardo rispetto agli impegni presi. Quello appena trascorso è stato l’anno più caldo che ha mai registrato.

I norvegesi non hanno bisogno che qualcuno gli spieghi il riscaldamento globale. A Sunndalsøra sono state registrate temperature di 19 gradi, 25 in più rispetto alla media di gennaio. Anche in Indonesia si sospetta che gli alti livelli di umidità nell’aria – tra le cause delle piogge più forti degli ultimi 24 anni a Jakarta – dipendano dal cambiamento climatico. Le inondazioni hanno provocato almeno sessanta vittime e decine di migliaia di profughi. I segnali d’allarme abbondano. È ora che i politici riconoscano i propri errori. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1340 di Internazionale, a pagina 13. Compra questo numero | Abbonati