Con un’andatura lenta e meditativa, Il buco racconta la spedizione di un gruppo di speleologi che nel 1961 esplorarono un sistema di grotte in una remota area sui monti del Pollino. Mentre gli speleologi scendono in profondità, un pastore locale vive gli ultimi mesi della sua vita. In mezzo al caos veneziano è stato piacevole lasciarsi trasportare nel “buco” del titolo, vedere i giovani speleologi e il vecchio pastore, ascoltare il rumore del vento tra gli alberi. Non posso dire con certezza di aver capito il film fino in fondo, ma non fa niente. Come un antropologo discreto, Frammartino non interferisce: si limita a “registrare” e fa sembrare un privilegio l’atto della semplice osservazione. Xan Brooks, The Guardian
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Questo articolo è uscito sul numero 1426 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati