Rane

◆ L’editoriale di Giovanni De Mauro dell’ultimo numero (Internazionale 1545) è condivisibile, ma sarebbe stato meglio usare una metafora diversa da quella delle rane che si cuociono lentamente nell’acqua, anche perché in realtà è tutta umana e se le rane potessero proporrebbero una tesi molto diversa.
Sergio Sinigaglia

In fondo al pozzo

◆ Grazie a Zerocalcare per il fumetto su Ilaria Salis (Internazionale 1545) che ci aiuta a riflettere sulla responsabilità individuale, a cogliere la complessità del reale da altre prospettive e a non dimenticarci di Ilaria.
Andrea Gallina
◆ Ho scoperto la vicenda di Ilaria Salis da una notizia breve sul sito dell’Ansa e sono rimasta senza parole nello scoprire che è imprigionata in modo disumano da circa un anno in Ungheria. Non ne sapevo nulla. Quando è arrivato l’ultimo numero di Internazionale a casa sono stata felice di vedere che Zerocalcare ha dedicato il suo fumetto a Ilaria Salis e alla vicenda del “giorno dell’onore” dell’anno scorso a Budapest. Mi chiedo in che paese sto facendo crescere i miei figli se le notizie in prima pagina riguardano solo l’operato del governo, i reality show e il ruolo degli influencer. Grazie a Internazionale che mi aiuta a rimanere sempre connessa con i problemi reali del mondo. Tutti dovrebbero conoscere la storia di Ilaria Salis perché ha provato a manifestare contro l’odio indiscriminato dei neonazisti in Europa e si è fatta carico di una responsabilità civile indiscutibile: quella di combattere l’ingiustizia e il razzismo dilagante.
Rosanna De Angelis

La città senza automobili

◆ Quest’estate ho letto con piacere un articolo sulla mobilità nella città di Tokyo (Internazionale 1518). Mi è tornato in mente in questi giorni in cui a Bologna sono cominciate a fioccare le multe per i nuovi limiti dei 30 chilometri orari imposti in molte vie della città. Prendendo il caso di Tokyo, sarebbe interessante capire come i cittadini giapponesi reagirono alle nuove norme che miravano a ridurre il numero di auto in circolazione. Immagino che avessero la possibilità di spostarsi adeguatamente in città. Da cittadina bolognese, ho la sensazione che tutti vorremmo vivere in città più verdi, meno rumorose e più vivibili, ma allo stesso tempo non sono così convinta che a Bologna esistano alternative alle auto per tutti.
Claudia

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Questo articolo è uscito sul numero 1546 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati