Nel 1811, Mary Anning, dodici anni, rinvenne sulle coste del Dorset i resti fossili di un ittiosauro. All’epoca l’idea che si trattasse di un animale estinto poteva essere ritenuta un’eresia. Fino ad allora in pochi avevano messo in dubbio quello che raccontava la Bibbia ed era impensabile che degli animali non fossero riusciti a salire sull’arca di Noè. Impossible monsters dello storico Michael Taylor racconta come a partire da quel ritrovamento, nel giro di una settantina d’anni, le teorie creazioniste furono confutate scientificamente. Fondamentali le figure del geologo Charles Lyell, che definì il concetto dell’uniformitarismo, e di Charles Darwin con le sue teorie evoluzioniste. Taylor ricostruisce come è scoppiata definitivamente la guerra tra scienza e religione. Ma una buona parte del libro, molto affascinante, è dedicata alla descrizione dell’inizio dell’epoca vittoriana, un periodo in cui la scienza ha dovuto faticare non poco per entrare nel salotto di una società incredibilmente ottusa e soffocante non solo nei confronti degli scienziati.
The Guardian

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Questo articolo è uscito sul numero 1555 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati