In Universality Natasha Brown mette in campo la sua abile vena satirica per prendere di mira la retorica stessa, analizzando con precisione e sfumature il rapporto tra linguaggio, verità e potere. Il primo terzo del libro è un lungo reportage narrativo firmato dalla giornalista Hannah, che diventa virale. L’ha pubblicato la rivista Azalon, nome che richiama una figura-tipo dell’antica Grecia: un impostore preda di manie di grandezza. Il resto del libro si concentra sulle conseguenze dell’articolo di Hannah. Una delle qualità più evidenti di Brown è la capacità di raccontare con oggettività un ventaglio di personaggi complessi che attraversano divisioni di classe e ideologie. Non si avverte mai un giudizio imposto dall’autrice; al contrario, la sua analisi sociale è lucida e particolarmente illuminante. In equilibrio tra thriller letterario e romanzo a sfondo sociale, Natasha Brown dimostra di saper offrire ai lettori intrattenimento e consapevolezza.
Helen Cullen, The Irish Times

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Questo articolo è uscito sul numero 1654 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati