Il rapporto sullo stato di salute del fumetto francese, presentato il 23 marzo all’assemblea nazionale, descrive una professione sempre più fragile. Su circa quattromila autori attivi, più della metà non raggiunge il salario minimo e il 37 per cento vive sotto la soglia di povertà. La situazione è ancora più grave per le donne che negli ultimi anni sono decisamente aumentate. Ma questa evoluzione si traduce in una maggiore precarietà economica proprio a causa delle forti disuguaglianze di genere. Le donne ricevono infatti compensi e anticipi inferiori e dipendono maggiormente da attività parallele. Per non parlare delle violenze sessiste e sessuali evidenziate nel rapporto: il 24 per cento delle autrici dichiara di averne subite, spesso da colleghi o editori, ma pochissime denunciano. Più in generale autori e autrici soffrono per la debolezza contrattuale di fronte agli editori e la mancanza di tutele sociali. L’eccesso di produzione e il calo dei lettori aggravano ulteriormente lo squilibrio, rendendo improbabile un miglioramento nel breve periodo.
Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati