Uno studio a lungo termine pubblicato su Nature Communications suggerisce che la clonazione seriale dei mammiferi non è ripetibile all’infinito. I ricercatori hanno clonato per vent’anni generazioni di topi a partire da un unico animale, scoprendo che i cloni non risultavano geneticamente identici all’originale ma presentavano un numero sorprendentemente alto di mutazioni che si accumulavano riducendo il tasso di successo, finché alla 58esima generazione nessun esemplare è sopravvissuto. Molte delle mutazioni potrebbero essere dovute ai danni riportati dal dna durante il trasferimento del nucleo.
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Questo articolo è uscito sul numero 1659 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati