Mentre l’esercito di Mosca continua a colpire obiettivi civili in Ucraina (tra il 28 e il 30 marzo ci sono stati almeno otto morti e novanta feriti), le forze di Kiev intensificano gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe nel mar Baltico. In particolare sono stati colpiti i porti di Primorsk e Ust-Luga. Alcuni droni sono anche caduti in territorio finlandese: secondo i servizi ucraini sono stati deliberatamente reindirizzati dai russi per alimentare tensioni tra Kiev e Helsinki. “Questi attacchi sono più rilevanti della riconquista di un villaggio”, scrive il giornale estone Õhtuleht. “L’economia di guerra russa dipende dalle esportazioni di petrolio. Ed è questa arteria economica che l’Ucraina sta prendendo di mira”.

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Questo articolo è uscito sul numero 1659 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati