La musica migliore di Robyn è senza tempo, in una maniera un po’ surreale: al di sopra delle mode e onnipresente, fa pensare che esista da sempre. Riesce a essere contemporaneamente minimalista e massimalista; le canzoni sono pure, come se i beat e le melodie venissero tagliati chirurgicamente fino a mostrarne i nervi. Questo discorso vale anche per il nuovo album, una curata raccolta di canzoni dance piene d’impeto e stranezze. In questi anni di lontananza dalle scene, la cantante svedese ha vissuto molte esperienze, in particolare è diventata una madre single, e la sua scrittura risente di nuove prospettive sulla maternità, il sesso e l’amore. Il singolo portante Dopamine parla di piacere e connessione, come faceva Honey nel 2018, ma stavolta va più a fondo, interrogandosi sulla natura stessa di queste esperienze emotive. Con solo nove brani, tirati ed efficienti, Sexistential sfreccia veloce ma grazie a punti di vista ricchi e dettagliati non risulta esile. Robyn ha saputo rendere il piacere più complesso guardandolo da vicino. E anche stavolta, ha fatto canzoni senza tempo.
Skye Butchard, The Quietus
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Questo articolo è uscito sul numero 1659 di Internazionale, a pagina 102. Compra questo numero | Abbonati