Anatolij Ljadov (1855-1914) è stato un compositore influenzato dal nazionalismo morbido e spesso magico del Gruppo dei cinque, ma anche uno dei primi rappresentanti di quella che diventerà la magnifica scuola pianistica russa. Non compose opere concertanti né sonate, forse perché impressionato dal lavoro di un suo collega più giovane, Aleksandr Skrjabin. Si cimentò con l’orchestra, come nel poema sinfonico Il lago incantato, poi fu maestro di musicisti che sarebbero diventati figure di primo piano, come Prokofev o Mjaskov-skij. Il suo repertorio coltivava la miniatura: preludi, mazurche, un Idillio (il brano più lungo di questo recital, sette minuti) e, soprattutto, quelli che Ljadov chiama morceaux, cioè frammenti. È, senza esagerare troppo, lo Chopin russo. Questo disco raccoglie alcune manciate dei suoi brevi pezzi, raggruppati per genere. Si può dire che questi venticinque brani si ascoltano con piacere tutti d’un fiato senza bisogno di soffermarsi sui dettagli, almeno la prima volta. La seconda bisogna dedicargli più attenzione. Merito anche delle belle interpretazioni di Billy Eidi, eccellente pianista nato in Egitto, ma libanese e da tempo residente in Francia.
Santiago MartínBermúdez, Scherzo

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Questo articolo è uscito sul numero 1661 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati