Nell’Italia degli anni settanta, tra contestazioni, conquiste sociali e violenza politica, la canzone d’autore diventa specchio dei fenomeni sociali. I primi festival pop, le riviste, le etichette discografiche e le radio libere offrono nuovi spazi alla musica e al dibattito.
I fratellastri canadesi Peter e Seth Scriver, che hanno due madri diverse, una bianca e una di etnia cree, in un bizzarro documentario animato esplorano il colonialismo, il razzismo e la spiritualità che hanno segnato le loro vite.
Poco prima che l’ultimo capo di stato dell’ex Unione Sovietica morisse, il regista Vitaly Mansky cominciò a filmarlo per questo intenso ritratto crepuscolare.
Dopo il parto il copione prevederebbe entusiasmo ed emozioni positive, ma la paura di non farcela può prendere il sopravvento. Quattro neomadri raccontano le loro storie e difficoltà.
I registi francesi Barbier, Causse e L’Helgoualc’h hanno sviluppato un approccio ironico e inedito al documentario, andando in cerca di storie nelle comunità e nei mondi popolati dagli avatar dei videogiocatori in rete.
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Questo articolo è uscito sul numero 1662 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati