George Fahmy (Fares Fares), il “faraone dello schermo”, è un amatissimo attore che si è costruito una vita agiata e occidentalizzata sui set cinematografici del Cairo. Ma nel regime repressivo del presidente Abdel Fattah al Sisi quello stile di vita lo rende vulnerabile ai ricatti. Se vuole continuare a recitare e tenere il figlio studente fuori di prigione, dovrà impersonare al Sisi nel film di propaganda La volontà del popolo. Fares, già protagonista dei precedenti film della trilogia del Cairo di Saleh (Omicidio al Cairo e La cospirazione del Cairo) è esilarante. Nella prima parte del film, il regista svedese di origini egiziane si prende gioco sia del regime sia di George. Poi nella seconda parte compie una brusca e cupa virata. Questo non è il tipo di film che si può girare in Egitto o che si fa se si ha il minimo desiderio di tornarci a vivere. Il mondo di brutali repressioni, censura artistica e militari in lotta per il potere descritto in Le aquile della repubblica appare pericolosamente reale.
Phil de Semlyen, Time Out

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Questo articolo è uscito sul numero 1662 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati