Anne Griffin

La sterlina d’oro di Edoardo VIII è una leggenda della numismatica. Innanzitutto il re infranse il protocollo rifiutandosi di essere raffigurato con il volto rivolto a destra, convinto che il suo profilo sinistro fosse migliore. Inoltre, a causa della sua abdicazione, la moneta non entrò mai in circolazione. Non è chiaro quante di queste monete siano state coniate, ma una di esse compare nel sorprendente romanzo d’esordio di Anne Griffin, in un contesto improbabile: una fattoria nel villaggio irlandese di Rains­ford. Secondo la leggenda sarebbe stata vinta a poker a un valletto di Edoardo VIII ed è diventata il bene più prezioso del proprietario terriero locale, Hugh Dollard, ubriacone e prepotente. Il giovane bracciante Maurice Hannigan ha subìto ripetute umiliazioni da parte del datore di lavoro e del figlio Thomas e quando la moneta viene smarrita durante una lite familiare, Maurice la raccoglie d’istinto e se la mette in tasca. La storia della moneta, e della sua maledizione, la racconta Maurice ormai ottantenne, seduto al bancone del bar dell’antica residenza dei Dollard, nel frattempo trasformata in hotel. Nel corso di una sola serata, nel 2014, Maurice si fa servire cinque bicchieri e propone un brindisi per ciascuno, dando avvio a lunghi monologhi dedicati alle cinque persone che l’hanno segnato.
Alfred Hickling,
The Guardian

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Questo articolo è uscito sul numero 1668 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati