Tra la fine di giugno e l’8 luglio due imbarcazioni con a bordo in totale cinquecento persone si sono capovolte al largo della costa birmana. Lo denunciano l’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu e l’Ufficio internazionale per le migrazioni. Secondo notizie non ancora confermate ufficialmente, le due barche erano salpate dallo stato birmano del Rakhine trasportando per lo più persone della minoranza rohingya. Alcune di loro erano tornate dal campo profughi di Cox’s Bazar, in Bangladesh, dove i rohingya vivono dopo essere scappati dalle persecuzioni dell’esercito birmano. Dall’inizio dell’anno trecento persone erano già morte in quel tratto di mare, in fuga dalla guerra in Birmania e dalle condizioni disperate in cui vivono i profughi in Bangladesh.

Munir Uz Zaman, Afp/Getty

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Questo articolo è uscito sul numero 1675 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati