Non esiste forma cinematografica meno necessaria dei remake in live-action di successi dell’animazione digitale. L’ultimo a ricevere questo trattamento è Oceania, la favola ecologica femminista della Disney del 2016 ispirata alla mitologia polinesiana. Per quanto sdolcinato, l’originale impressionava per le sue spettacolari onde oceaniche. Questo remake fedele e privo di fantasia lascia intatto l’originale. La sostituzione degli esseri animati con attori in carne e ossa – veri e propri battaglioni di cantanti e ballerini – riesce solo ad accentuare notevolmente il kitsch folcloristico.
Jonathan Romney, The Observer
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Questo articolo è uscito sul numero 1679 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati