◆ Il territorio di Seattle, sulla costa nordoccidentale degli Stati Uniti, è stato modellato dall’avanzata e dal ritiro dei ghiacciai durante l’ultima era glaciale. Tra 18mila e 16mila anni fa la zona era coperta da una calotta glaciale spessa fino a mille metri, che ha scavato i bacini oggi occupati dal Puget sound, una profonda insenatura, e dai laghi della zona.

Il ghiacciaio ha lasciato il segno anche sulla terra emersa. Molte delle famose colline di Seattle sono drumlin, cumuli di detriti allungati disposti da nord a sud, parallelamente alla direzione del movimento del ghiaccio.

In tempi più recenti gli esseri umani hanno intrapreso diversi progetti per modificare la topografia della città, per esempio riempiendo le piane di marea alla foce del fiume Duwamish per creare più di cinquecento ettari di nuovi terreni.

A partire dal 1916 il canale di Montlake cut ha collegato i laghi Washington e Union, e le chiuse Ballard hanno permesso il transito delle imbarcazioni da questi specchi d’acqua al Puget sound e quindi all’oceano Pacifico.

Seattle è soprannominata la città di smeraldo a causa delle foreste che la circondano, e all’interno dell’area metropolitana esistono ancora diversi boschi di abeti di Douglas e cedri rossi. Gli abitanti spesso avvistano animali selvatici come aquile calve, coyote e leoni marini nei vari habitat della zona.–Nasa

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Questo articolo è uscito sul numero 1679 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati