Circa il 70 per cento della popolazione mondiale possiede una variante genetica che aumenta il rischio di lupus, una grave malattia autoimmune i cui sintomi includono stanchezza estrema, febbre e dolori articolari. Ora uno studio pubblicato sull’American Journal of Human Genetics ha provato a capire perché questa variante apparentemente dannosa non è stata eliminata dalla selezione naturale. Dopo averla studiata nell’arco di decine di migliaia di anni, attraverso il dna umano antico, e aver condotto esperimenti sui topi e sulle cellule umane, un gruppo di ricerca suggerisce che la sua ampia diffusione potrebbe essere dovuta al fatto che la variante potenzia anche la protezione dell’organismo dai virus.
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Questo articolo è uscito sul numero 1683 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati