Il decimo album degli M83, il primo da Fantasy del 2023, è intimo e misurato: testi essenziali, arrangiamenti complessi e un mare di sintetizzatori. Il brano Blister sunrise apre il disco con un’energia malinconica ma luminosa, mentre lo strumentale Opera cresce fino a evocare una “cattedrale spaziale”. Anche se è difficile individuare temi o momenti di pura cupezza in I wrote you a letter, il pezzo Siren / behold…beasts esplora la violenza e le sue proprietà corrosive. La prima metà suona come una zona di guerra piena di esplosioni e grida. Se interpretata alla lettera, forse la canzone tratta della dualità insita nelle sirene della mitologia greca, note per la loro bellezza irresistibile che ha portato alla rovina molti eroi. Losing ground, tra i vertici dell’album, intreccia tastiere, sintetizzatori, flauti e ottoni in un brano ricco di colore. Soldiers of lust privilegia pianoforte, archi e flauto, mentre Heart motion foto porta in primo piano la voce di Anthony Gonzalez, il musicista francese che si nasconde dietro al progetto M83, in un’atmosfera raccolta. In Feeding time, una voce digitale scopre il mondo tra meraviglia e rovina. Gonzalez ha descritto l’album come il frutto della sua disillusione nei confronti del mondo, ma è come se rappresentasse il punto di vista di una persona a cui hanno appena tolto una benda dagli occhi. I wrote you a letter unisce chiarezza sonora, complessità emotiva e riflessione sociale.
Ian Glackin, Riff Magazine
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati