“The world by touch è un progetto che prova a raccontare una realtà da immaginare e comprendere attraverso il tatto”, spiega Aleksandra Kossowska. Nel 2024 la fotografa polacca ha visitato un collegio per bambini ciechi e ipovedenti a Sebeta, in Etiopia. I bambini crescono lontano dalle loro famiglie e imparano a conoscere il mondo attraverso strumenti diversi dalla vista. “Suoni, odori, consistenze, forme, memoria dello spazio ed elaborazione degli stimoli sensoriali”, dice Kossowska. A scandire la loro quotidianità ci sono rituali ripetitivi, capaci di offrire un senso di sicurezza all’interno di uno spazio che da un lato è per loro un rifugio, all’interno di una comunità, ma dall’altro li fa sentire spesso soli. “È una storia sull’infanzia e sulla separazione, che si svolge all’interno di un sistema educativo e un ambiente che possono risultare opprimenti, ma è caratterizzata anche dalla determinazione e dal desiderio dei ragazzi di conquistare una propria indipendenza nel mondo esterno”.

Con questo lavoro Kossowska ha voluto mettere in discussione la natura stessa della fotografia e il nostro modo, profondamente legato alla vista, di entrare in relazione con le immagini. Per rendere tangibile anche per i bambini che ha ritratto quello che stava facendo con le immagini, Kossowska ha perforato le fotografie a mano creando minuscoli punti e linee delicate. Il gesto non è solo estetico ma intende mettere in discussione il presupposto secondo cui una fotografia deve essere per forza vista per poter essere percepita. In questo modo le immagini diventano un oggetto da esplorare.

“The world by touch è un invito che rivolgo al pubblico di persone vedenti a toccare questo mondo, perché quando lo facciamo, l’esperienza è sempre reciproca”, dice Kossowska.◆

Uno studente durante una lezione.
Nel corridoio della Sebeta school for the blind, in Etiopia.
Abebu Besha ascolta la musica nella stanza della sua amica Misra Jemall, che ha subìto un intervento agli occhi. Besha, 19 anni, è la più grande del suo gruppo di amiche a scuola. La sua materia preferita è lingua inglese.
Due studenti tengono in mano una tavoletta in braille mentre camminano nel corridoio della scuola.
Uno studente legge in un’aula della scuola.
Uno studente legge un testo in braille.
Il festival

◆ Aleksandra Kossowska è una fotografa polacca che fa parte del collettivo Women photograph. Il suo progetto, The world by touch, ha ricevuto l’Alfred Fried peace medal nell’ambito del Global peace photo award, un premio per i lavori fotografici dedicati alla pace e alla convivenza tra gli esseri umani. È inoltre esposto al festival della Fotografia etica di Lodi, all’interno della sezione Le vite degli altri. La diciassettesima edizione della manifestazione si svolgerà fino al 25 ottobre e riflette sull’importanza di imparare a distinguere il vero dal verosimile nell’epoca delle fake news e dell’intelligenza artificiale. Oltre a Kossowska, in mostra ci sono i progetti di Chinky Shukla sulle conseguenze dei test nucleari indiani, quello di Abdulmonam Eassa sul conflitto in Sudan e quello di Laetitia Vançon sulla guerra in Ucraina.


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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 66. Compra questo numero | Abbonati