Resistere all’apocalisse

◆ In merito agli articoli che raccontano le lotte per contrastare il nuovo fascismo (Internazionale 1685), recentemente ho riletto Fontamara di Ignazio Silone, ambientato nell’Abruzzo di un secolo fa, nel primo decennio fascista. Qui i “cafoni” coltivatori della terra vengono raggirati con falsi documenti da figure di potere e subiscono il furto dell’acqua, perdendo via via tutte le proprie risorse. Da alcuni anni siamo tornati al tecnofeudalesimo e se non lottiamo rapidamente per i nostri diritti finiremo come i “cafoni” di Silone che non capiscono, non hanno i mezzi, e sono sistematicamente sfruttati da una classe dominante cinica. Ecco alcuni spunti di richieste ai governi: tassare le élite tecnologiche e finanziarie, interpellare i cittadini sull’installazione di data center, vietare l’uso della plastica, dimezzare l’uso del petrolio e derivati, duplicare le aree verdi protette. Ottenendo leggi su questi semplici punti, forse in pochi anni non si parlerebbe più di apocalisse, ma di benessere delle persone.
Ingrid Melano

Perché Naza spaventa Israele

◆ Leggendo l’editoriale del Guardian su Naza (Internazionale 1685) sento il bisogno di sottolineare che non è vero che “la moralità è svanita da qualche parte ai vertici della catena di comando” ma svanisce in ogni ingranaggio della catena, in ogni israeliano che si presta alla banalità del male.
Laria Figurato

Il marmo unico di Pietrasanta

◆ Capisco che l’articolo (Internazionale 1685) voglia concentrarsi sul valore culturale di Pietrasanta e sulla sua capacità di attirare artisti da tutto il mondo. Tuttavia, citare le cave senza accennare alle criticità della filiera rende la narrazione parziale: l’estrazione sui bacini apuani comporta gravi danni ambientali, come la progressiva distruzione delle montagne e l’inquinamento da marmettola, oltre a rischi elevati per i lavoratori e i cittadini. Celebrare la vocazione artistica della città è giusto, ma farlo ricordando i costi ecologici e umani da cui quella materia prima proviene renderebbe il racconto ancora più completo.
Dario Pagano

Il piacere della lettura

◆ La lettura (Internazionale 1685) dovrebbe essere coltivata fin dall’infanzia. Non come un obbligo scolastico, ma come una scoperta. Il bambino che legge entra in altri mondi, sviluppa il linguaggio, esercita l’attenzione e la memoria, impara a immaginare e a considerare il punto di vista degli altri.
Antonio E. Nardi

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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero | Abbonati