“Il 30 ottobre il candidato di estrema destra Flávio Bolsonaro, che è scappato dal Brasile dopo la sconfitta al secondo turno delle presidenziali del 25 ottobre contro Lula da Silva, si è detto vittima di una persecuzione politica”, scrive l’Afp. Il 28 ottobre, poco dopo essere arrivato in Florida, sui social media Bolsonaro si era proclamato presidente legittimo del Brasile per poi cancellare quasi subito queste dichiarazioni. Forse, scrive l’Economist, lo ha fatto per le pressioni della Casa Bianca, che gli ha concesso un visto umanitario ma non vuole interrompere le relazioni con Lula.
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Questo articolo è uscito sul numero 1690 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati