Dmytro Smolienko, Ukrinform/Future Publishing/Getty

Negli ultimi giorni la Russia ha intensificato i bombardamenti sull’Ucraina, colpendo soprattutto infrastrutture energetiche e obiettivi civili. Il 2 novembre almeno 33 persone sono morte nell’attacco contro una scuola usata per distribuire aiuti umanitari nella regione di Zapo­rižžja ( nella foto ). Nella notte tra il 2 e il 3 novembre il bombardamento di un ospedale a Charkiv ha provocato almeno settanta feriti, e altre due persone sono state uccise a Dnipro. Nella stessa giornata Mosca ha lanciato la più massiccia ondata di attacchi dall’inizio dell’anno contro sottostazioni, centri di distribuzione e produzione di elettricità in dieci regioni dell’Ucraina, lasciando senza corrente e senz’acqua centinaia di migliaia di persone. Intanto Washington ha annunciato un nuovo ciclo di negoziati con Mosca e Kiev, previsto il 10 e l’11 novembre ad Abu Dhabi. I colloqui riguarderanno la fine della guerra e le garanzie di sicurezza per l’Ucraina, ma le posizioni delle parti restano molto distanti. “Se non affronterà gli ostacoli fondamentali a una soluzione duratura del conflitto, il processo negoziale rischierà di premiare la Russia per aver prolungato una guerra che non è riuscita a vincere alle condizioni che si era inizialmente prefissata. E le consentirà di ottenere con i negoziati quello che non è riuscita a conquistare sul campo”, scrive il Kyiv Independent.

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Questo articolo è uscito sul numero 1690 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati