Michael Flynn, ex consigliere di Donald Trump, si è dichiarato colpevole nell’ambito dell’inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller sui rapporti tra il governo russo e il comitato elettorale di Trump. Flynn ha ammesso di aver mentito all’Fbi a proposito delle sue conversazioni con Sergej Kislyak, l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, avvenute quando alla Casa Bianca c’era ancora Barack Obama. Flynn rischia fino a cinque anni di prigione, ma dando per scontato che collaborerà pienamente con gli investigatori, è improbabile che finirà in carcere.

La notizia dell’ammissione di colpevolezza di Flynn è vista da molti come un passo avanti straordinario nelle indagini sulla presunta collusione tra il comitato elettorale di Trump e il governo russo. Ma credo che le cose non stiano così. Innanzitutto, perché Flynn si è dichiarato colpevole di un reato non particolarmente grave. Qualche giorno fa l’emittente Abc ha rivelato che Flynn era pronto a testimoniare che Trump gli aveva chiesto di stabilire un contatto con i russi, inizialmente per coordinare gli sforzi dei due paesi nella guerra contro il gruppo Stato islamico in Siria. Ma questo è esattamente il comportamento che ci si aspetterebbe da un consigliere per la sicurezza nazionale nella fase di transizione tra due amministrazioni. Se ci fossero le basi per un processo di collusione, Flynn sarebbe stato costretto a dichiararsi colpevole di cospirazione e spionaggio.

Se le conversazioni di Flynn con l’ambasciatore russo avessero rivelato l’esistenza di un accordo tra l’amministrazione Trump e i russi – una riduzione delle sanzioni contro la Russia per ricompensare Mosca dell’aiuto in campagna elettorale – il dipartimento di giustizia dell’amministrazione Obama avrebbe indagato su Flynn. E Mueller non si sarebbe limitato a incriminarlo per aver mentito all’Fbi: avrebbe cercato di ottenere un rinvio a giudizio per cospirazione, e Flynn sarebbe stato costretto a dichiararsi colpevole di crimini molto più gravi per avere una condanna meno grave. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1234 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati