Cultura Schermi
Hamnet
Jessie Buckley, Paul Mescal
Regno Unito / Stati Uniti 2025, 125’. In sala
Hamnet (dr)

Come scrisse il bardo, se avete lacrime, preparatevi a versarle. Ci sono tanto dolore e tanta bellezza in questo eccezionale adattamento del romanzo di Maggie O’Farrell sulla morte del figlio undicenne di William Shakespeare e sull’impatto per lo scrittore e sua moglie Anne, che qui si chiama Agnes e ha il volto di Jessie Buckley. La sua è una di quelle interpretazioni che restano impresse, il culmine di tutti gli spunti e i brividi che ci ha regalato sullo schermo (Beast, La figlia oscura, Women talking). La sua Agnes ama la natura, è un’istintiva outsider, derisa dai cinici di Stratford che la considerano “figlia di una strega della foresta”. Buckley la investe di un’ingenuità disarmante che non si vedeva dai tempi in cui Emily Watson (che qui interpreta la madre di Shake-speare) negli anni novanta ridefinì la sofferenza nel cinema d’autore in Le onde del destino. Agnes è la nostra guida attraverso il fiorire di un amore, lo shock della perdita e la sopportazione del dolore. Il suo celebre marito è interpretato in modo viscerale ed efficace da Paul Mescal. La regia di Zhao, che ha adattato il romanzo insieme alla stessa O’Farrell, è impeccabile. Il finale, nel Globe theatre, durante una rappresentazione di Amleto è straziante. E Hamnet diventa all’istante il film shakespeariano definitivo.
Kevin Maher, The Times

My father’s shadow
Ṣọpẹ́ Dìrísù
Regno Unito / Nigeria 2025, 93’. In sala
My father’s shadow (dr)

My father’s shadow è l’esordio autobiografico di Akinola Davies Jr. basato sulla sceneggiatura del fratello, il rapper Wale Davies. Mentre passano una giornata particolare con il loro volubile e assente padre (Sope Dìrísù), due ragazzi si confrontano con la memoria, personale e nazionale (le cruciali elezioni presidenziali del 1993 in Nigeria che interruppero i sogni democratici di una generazione). I ragazzi, interpretati dai fratelli Godwin e Chibuike Marvelous Egbo, idealizzano il padre, forse proprio per la sua assenza. Attraverso il loro sguardo impareremo a comprendere meglio l’uomo e la sua vulnerabilità. Nelle prime scene è un personaggio smisurato, ma la sua infallibilità svanisce lentamente quando i figli lo vedono umiliato dalla brutalità del regime. In questo modo, con un racconto a metà strada tra sogno e memoria, Davies esplora la distruzione dell’infanzia e dell’identità nazionale.
Wilfred Okiche, The Continent

Anaconda
Jack Black, Paul Rudd, Thandiwe Newton
Stati Uniti 2025, 100’. In sala

Questo Anaconda non è un semplice reboot, ma una commedia sulla crisi di mezza età di quattro amici che partono da Buffalo alla volta dell’Amazzonia per realizzare un remake a basso budget del classico trash del 1997. L’umorismo è qualcosa di soggettivo e misterioso, ma possiamo sbilanciarci dicendo che questo film non è proprio divertentissimo. E di sicuro i cult movie non si creano a tavolino. Solo il pubblico ha l’autorità di rendere film come Showgirls, The room o, appunto, Anaconda dei successi, capolavori incompresi dalla critica. E poi questo Anaconda non smette mai di ammiccare.
Chris Klimek, The Washington Post

L’infiltrata
Carolina Yuste, Luis Tosar
Spagna 2024, 118’. In sala

L’infiltrata è basato sulla storia vera di Elena Tejada (Yuste), giovane agente di polizia a cui il suo capo (Tosar) propone d’immergersi nella sinistra nazionalista basca e guadagnare gradualmente la fiducia di alcuni leader dell’Eta. Comincia quindi una lunga missione, durata più di sette anni, in cui arriva a stretto contatto con alcune figure chiave del commando Donostia, spina dorsale dell’organizzazione armata. Il film non è particolarmente raffinato sotto nessun aspetto (in particolare quello ideologico), ma funziona piuttosto bene come thriller. In definitiva i momenti più interessanti sono quelli in cui la macchina da presa di Echevarría si concentra sull’ardua impresa della giovane agente, i suoi tormenti interiori, sulla pressione psicologica a cui è sottoposta, l’angoscia esistenziale e la paranoia che vive quando si ritrova “nella tana dei lupi”.
Diego Batlle, Otros Cines

Altro da questo numero
1651 - 6 febbraio 2026
Abbonati a Internazionale per leggere l’articolo.
Gli abbonati hanno accesso a tutti gli articoli, i video e i reportage pubblicati sul sito.