I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana l’australiano
Desmond O’Grady.
Papa Francesco fa costante riferimento agli effetti benefici del cinema. Questo ha spinto Dario Edoardo Viganò a includere un’intervista con il pontefice nel suo breve libro intitolato Lo sguardo: porta del cuore. Francesco ricorda che da adolescente frequentava il cinema di quartiere, dove spesso proiettavano tre film italiani uno dietro l’altro. I suoi genitori gli spiegavano il contesto e l’importanza dei film che raccontavano il loro paese d’origine. Il papa rivela che il suo film preferito è La strada e Viganò ha il compito di riconciliare l’ammirazione di Francesco per Federico Fellini con il messaggio convenzionale secondo cui il neorealismo esaurì la sua spinta a metà degli anni cinquanta. Lo fa riconoscendo che il miglior neorealismo contiene momenti poetici che scaldano il cuore. Francesco afferma che esistono momenti in cui si può andare oltre il semplice sguardo, cogliendo qualcosa di più profondo, e da questa considerazione prende spunto il saggio di Viganò, convinto che il pubblico dovrebbe essere emotivamente coinvolto e commosso. Il saggio individua linee di continuità tra i primi neorealisti – De Sica, Rossellini, Visconti – e i loro successori, come Antonioni. Il libro si conclude con interessanti illustrazioni basate sui fotogrammi di dieci film neorealisti, firmate dall’artista Walter Capriotti.
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Questo articolo è uscito sul numero 1426 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati