Alla fine del 2016 i diplomatici statunitensi che vivevano a Cuba hanno cominciato a sentire nelle loro case uno strano rumore acuto, assordante e persistente, e nessuno riusciva a capire da dove venisse.

Da allora il mistero si è infittito fino a diventare un caso internazionale. Molti diplomatici soffrivano di vertigini, insonnia, perdita dell’udito e altri sintomi preoccupanti. Un’équipe dell’università della
Pennsylvania ha esaminato ventuno di loro stabilendo che avevano subìto “danni a varie reti cerebrali”, sulla base però di riscontri definiti “inconsistenti” da altri neurologi. Nonostante l’assenza di prove, Donald Trump ha accusato il governo cubano. Si è cominciato a parlare di un attacco con armi soniche o microonde, o di un malfunzionamento di apparecchi per lo spionaggio.

Quando ha ascoltato la registrazione pubblicata dall’Associated Press, il biologo Alexander Stubbs invece ha subito pensato al verso degli insetti. Si è ricordato di aver sentito un suono simile quando lavorava sul campo ai Caraibi. Insieme all’entomologo Fernando Montealegre-Z ha analizzato versi di insetti registrati e archiviati in un database disponibile online scoprendo, come ha scritto Carl Zimmer sul New York Times, che il grillo a coda corta delle Indie (Anurogryllus celerinictus) emette uno strido identico al suono della registrazione cubana. La relazione dei due studiosi sarà ora sottoposta a una rivista specializzata per la peer review, la valutazione critica.

Sette kilohertz

Anche il governo cubano era arrivato a conclusioni simili, chiamando però in causa la specie sbagliata di grillo, il cui verso risulta diverso perfino ai profani. Quello del grillo a coda corta delle Indie ha invece molto in comune con il rumore misterioso. Entrambi arrivano alla frequenza di sette kilohertz, circa un’ottava oltre le note più acute di un pianoforte. Entrambi sono costituiti da impulsi che si ripetono 180 volte al secondo. E in entrambi, infine, gli impulsi sono formati da trenta oscillazioni, che diventano più basse di tono man mano che si attenuano.

Solo una cosa non coincideva: gli impulsi della registrazione dell’Associated Press erano più incostanti e mutevoli di quelli della maggior parte degli insetti. Secondo Stubbs, però, è possibile che, rimbalzando sulle superfici di uno spazio chiuso, lo strido dei grilli si scomponga in flussi sonori che interferiscono l’uno con l’altro. Quando ha ascoltato e registrato il verso al chiuso, infatti, il risultato è stato ancora più simile al rumore cubano.

La teoria dei grilli spiegherebbe anche un altro dettaglio misterioso: alcuni diplomatici hanno raccontato che quando entravano o si muovevano in una stanza il suono si fermava. “Questo è compatibile con il fatto che in presenza di minacce gli insetti smettono di emettere suoni”, hanno scritto Stubbs e Montealegre-Z.

Ovviamente, non si può ancora escludere che i diplomatici abbiano subìto un attacco di origine umana o che si sia trattato di una malattia psicosomatica collettiva. Anche i diplomatici statunitensi in Cina hanno parlato di suoni e sintomi misteriosi ancora inspiegati. Ma a quanto pare il rumore cubano potrebbe essere del tutto innocuo.

Curiosamente, uno dei primi a sentire il rumore era andato vicino alla soluzione. Come ha riferito ProPublica, aveva ipotizzato che fosse il verso delle cicale. “Le cicale non emettono un suono così meccanico”, gli aveva detto il vicino. Il grillo a coda corta delle Indie, però, non è un insetto canterino qualunque perché ripete gli impulsi a una velocità superiore a quella di qualunque altro grillo dei Caraibi o del Nordamerica.

La storia del grillo ricorda quella del cosiddetto ronzio di Sausalito. Negli anni ottanta gli abitanti di Sausalito, in California, furono tenuti svegli da un forte ronzio che echeggiava sulle pareti delle loro costose case galleggianti. Per alcuni era lo scarico delle fogne, per altri il nuovo cavo di una compagnia elettrica, per altri ancora erano i sottomarini russi. John McCosker dell’Accademia delle scienze della California scoprì invece che il ronzio era il canto d’amore del maschio di una specie di rana pescatrice, un pesce che attira le femmine facendo vibrare la vescica natatoria, l’organo che lo tiene a galla.

Insomma, se questi suoni ci sembrano strani e innaturali è solo perché la maggior parte di noi non ha la più pallida idea di quale sia il verso di molti animali. ◆ sdf

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Questo articolo è uscito sul numero 1300 di Internazionale, a pagina 102. Compra questo numero | Abbonati