I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana la freelance norvegese Eva-Kristin Urestad Pedersen.

Il prigioniero del interno 7 è il primo romanzo che ho letto che mette la pandemia e la quarantena al centro della storia e non come semplice sfondo. L’approccio di Marco Presta a questa esperienza di clausura è divertente (ho riso da sola molte volte mentre lo leggevo), ma attraverso le sorti di Vittorio, lo scrittore-giornalista protagonista, l’autore riesce anche ad approfondire le emozioni che questi ultimi anni hanno scatenato in noi. Quando ho cominciato a leggere, mi domandavo se fosse troppo presto per un libro sulla pandemia. Siamo pronti per poterlo guardare con il distacco necessario? Ora, avendo finito il libro, penso di sì, ma penso anche che il nostro modo di capire l’esperienza pandemica cambierà negli anni a venire. “Piano, piano, le cose torneranno come prima”, dice la madre di Vittorio alla fine del libro. Lui non è così sicuro e neanche io. Mentre stavamo rinchiusi nelle nostre case, costretti a confrontarci con noi stessi, ero sinceramente convinta che finito il pericolo, la vita sarebbe tornata come prima. Ora temo che la quarantena sia stata solo l’inizio di qualcosa di sconosciuto. E ci vorranno tanti altri libri per spiegarci questa trasformazione. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1468 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati