Nell’autobiografia della francese Nine Antico Una ossessione _(Internazionale 1680), vediamo che l’autrice legge _L’amica geniale e Storia del nuovo cognome, opere che compongono la quadrilogia autobiografica di Elena Ferrante. Nella prima parte indulge invece nel suo fascino per i ragazzi dell’Italia del sud. La sua è la generazione liberata, anche se non del tutto, nel rivendicare libertà e autodeterminazione nel desiderio e nei costumi sessuali. Nello straordinario adattamento a fumetti dell’opera di Ferrante, si coglie con profondità questo desiderio di libertà, e la sua ambivalenza (dicotomie inseparabili) nell’epoca in cui cominciò faticosamente a germogliare. Come qui, dove si comincia con un occhio nero a Lila e un matrimonio nato per sfuggire alla violenza maschile, allora fatto naturale e ineluttabile. Quasi una variante del primo libro, il prologo dell’infanzia non c’è più ma si va dall’adolescenza all’età adulta: le due amiche, Lila e Lena, in simbiosi, si amano e si odiano in egual misura. Le condizioni sociali e i caratteri opposti le spingono su rive e destini opposti. Le autrici ne fanno un’opera di poesia a metà tra romanzo visivo per immagini fisse e climax da installazione moderna: la lunga sequenza a Ischia che, non a caso, si chiude brutalmente, è al contempo una pura rappresentazione di quanto suggerisce Prospero nella _Tempesta _di Shakespeare: “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”. Francesco Boille
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Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 121. Compra questo numero | Abbonati