Dalla mattina fino alla mezzanotte, si racconta qui una sola giornata e ogni capitolo corrisponde ad alcune ore della domenica. Ma la dilatazione temporale operata in questo capolavoro assoluto dal belga Schrauwen attraverso il découpage delle tavole e la frammentazione del testo – non sempre in fase con quello che vede e fa il protagonista – reinventa su una nuova modalità le celebri reminescenze proustiane. Tali sembrano, ma sono altro. Da un lato, le fantasie paranoiche del protagonista ripiegato su se stesso; dal lato opposto quanto accade realmente ad amici e fidanzata, che lo amano più di quanto creda. Quasi tutto è nel presente, eppure tutto si fonde e confonde con la memoria e l’onirismo grazie al lavoro estetico e di montaggio. Se in letteratura la dilatazione temporale esiste fin da capolavori come La vita, istruzioni per l’uso _di Perec, nei fumetti concettuali, in maggioranza statunitensi, la dimensione letteraria si sposa alle arti visive e alle installazioni in maniera potente. Vero in particolare per Chris Ware e il suo capolavoro assoluto _Jimmy Corrigan, ora riedito con straordinaria copertina da Coconino. E proprio Ware, sottolineando che con questo libro l’autore tenta, in modo “sommesso e toccante di catturare ciò che un tempo chiamavamo Dio”, indirettamente mette in risalto che l’arte indaga sempre la metafisica. Compresa l’epifania del sorprendente finale.
Francesco Boille

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Questo articolo è uscito sul numero 1688 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati