Uscito con discrezione, è tra i migliori titoli dell’anno. Se volete leggere qualcosa di divertente e delicato ma al contempo profondo e poetico, non perdetevi questa autobiografia trasfigurata, nata in rete e diventata virale. Cattani ha raccontato come pochi il limbo di sospensione dalla (non) speranza in cui sono confinate le nuove generazioni, privilegiando più che il bianco e nero una fragile linea apposta sul bianco dominante proprio per mettere in risalto questo limbo (Barcazza _versione bianco e nero, _Luna del mattino, Notte rosa). Se i corpi sono umani, la testa dell’autore-protagonista e quella della sua fidanzata hanno le sembianze di paperi. Un po’ Paperino lui e un po’ Paperina lei, con queste fulminanti tranches di vita quotidiana l’autore fa invece una festa del colore dove tocca nel profondo, fa ridere pure se ci sarebbe da disperarsi. Impossibile ormai campare del proprio lavoro anche se lo si fa da diversi anni, a meno di sfondare nell’enorme mercato francofono. In brevi sketch quasi sempre di cinque o sei pagine, dalla lettura molto scorrevole, sono toccati i temi di attualità: il machismo, il referendum sulla giustizia, l’intelligenza artificiale, il fascismo culturale latente, la precarietà congenita. Cattani fissa tutto su carta alla perfezione. E dimostra di aver raggiunto un vera maestria nell’uso del colore, qui acquarellato. Importante nel trasmettere tanta poesia, empatia e amore per la vita.
Francesco Boille

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Questo articolo è uscito sul numero 1689 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati