Secondo uno studio britannico condotto su più di duemila individui, una persona su sette nel Regno Unito usa chatbot basati sull’intelligenza artificiale per ricevere consigli sulla salute invece di consultare il proprio medico di famiglia. Tra queste, una su quattro sostiene di averlo fatto a causa delle lunghe liste di attesa del servizio sanitario nazionale. Un quinto degli intervistati ha affermato che l’ia non li ha incoraggiati a chiedere un parere professionale umano. “La ricerca”, scrive il Guardian, “è la prima a quantificare l’uso dei chatbot per la consulenza sanitaria e segnala come la tecnologia stia cambiando il modo in cui le persone affrontano i problemi di salute”.
Gaia Berruto

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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati