Un altro problema delle intelligenze artificiali è che non sappiamo cosa c’è al loro interno e quali regole seguono, su quali testi sono state addestrate o con che criteri rispondono alle nostre domande. In alcune parti del mondo questo è un grosso problema.

“Immaginiamo un abitante di Harare, nello Zimbabwe, che si rivolge a un’intelligenza artificiale per avere consigli di vita, come fanno ovunque sempre più persone”, scrive su Aeon Fainos Mangena, professore di filosofia ed etica all’università dello Zimbabwe. “La risposta che questa persona riceverà dipende, in una certa misura, da una serie di valori che determinano il funzionamento dell’intelligenza artificiale. E dato che è stata inventata in occidente, questi valori riflettono quelli dei suoi creatori e c’è il rischio che siano in conflitto con la cultura di chi ha fatto la domanda. A lungo andare il comportamento di questo abitante di Harare potrebbe essere influenzato dai valori dell’intelligenza artificiale, dunque valori che non necessariamente condivide”.

Ma le difficoltà nell’uso dell’intelligenza artificiale in Africa sono anche linguistiche. “Su più di duemila lingue parlate in Africa solo 42 sono supportate: se non si parla una di queste lingue, tutte le opportunità offerte dalle intelligenze artificiali sono negate”. L’esclusione linguistica e culturale plasma il rapporto dell’Africa con la tecnologia, continua Mangena. “Non c’è nulla di eticamente neutro o oggettivo in questi strumenti. Nonostante le pretese di universalità, il quadro etico delle intelligenze artificiali riflette presupposti e pregiudizi occidentali, perché i valori dei suoi creatori sono radicati nella tecnologia stessa. La crescita dell’intelligenza artificiale comporta quindi l’imposizione di valori occidentali, a scapito dei sistemi di riferimento indigeni”.

La scienziata cognitiva di origine etiope Abeba Birhane lo definisce un “colonialismo algoritmico”. Il compito di costruire un’intelligenza artificiale che operi per il bene di tutta l’umanità, conclude Mangena, è un compito collettivo. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 5. Compra questo numero | Abbonati