Autistici/Inventati è il nome di un collettivo italiano nato nel 2001 e chiuso qualche giorno fa. Forniva gratuitamente servizi digitali (email, mailing list, host) ed era scelto da persone comuni e associazioni, soprattutto di sinistra, per via della sua attenzione alla privacy. Il 26 agosto il dipartimento del tesoro degli Stati Uniti ha inserito questo collettivo nella lista Special designated global terrorist. L’accusa (non dimostrata) è di offrire servizi digitali a gruppi che Washing­ton considera terroristici. Insieme ad Autistici/Inventati sono finiti nella lista l’organizzazione britannica Palestine action e il movimento filopalestinese Masar badil. Le sanzioni prevedono il congelamento degli eventuali beni posseduti negli Stati Uniti, ma ci sono anche sanzioni secondarie che colpiscono chiunque, nel mondo, abbia rapporti economici con chi è nella lista. Nel caso di Autistici/Inventati tutto questo ha comportato che Banca etica decidesse (non senza qualche polemica) di chiudere il conto del collettivo per evitare a sua volta multe e l’esclusione dai circuiti bancari in dollari. Come scrive Paolo Alfieri su Avvenire, “una lista compilata a Washington, senza processo né contraddittorio, può oggi decidere se un’associazione italiana continui a esistere, e se una banca europea possa continuare a servirla”. “È una decisione sproporzionata e, soprattutto, apre la strada ad un pericoloso precedente”, aggiunge Pierluigi Paganini sul Sole 24 Ore, “non perché ogni attività ospitata da Autistici/Inventati debba essere considerata legittima, ma perché la responsabilità per un reato dovrebbe ricadere su chi lo commette o lo organizza, non su un fornitore che offre un’infrastruttura a migliaia di utenti senza che sia dimostrato un contributo consapevole e concreto a una specifica azione violenta”. La vicenda solleva un tema più generale di sovranità digitale e finanziaria. Osservava giustamente Roberta Carlini, intervistata nel Mondo qualche giorno fa, che è come se considerassimo accettabile non avere il controllo su infrastrutture quali la rete idrica o elettrica. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 5. Compra questo numero | Abbonati