Negli ultimi tempi Anna Foa ha avuto un ruolo sempre più importante nel dibattito sulla politica israeliana e le sue conseguenze in Italia e nel mondo. Questo suo nuovo, vigoroso, pamphlet parte da un punto fondamentale, racchiuso nel titolo. Cos’è che dopo la Shoah, il genocidio più grave del nostro passato, non deve avvenire “mai più”? Lo sterminio degli ebrei o nessuno sterminio? È evidente a tutti che la seconda possibilità comprende la prima? Sulle risposte a queste domande, apparentemente semplici, oggi ci si scontra violentemente. Dal modo in cui si sceglie l’una o l’altra possibilità ci si colloca in uno dei campi che si stanno combattendo intorno alla questione oramai incandescente dell’antisemitismo. Per affrontarla, Foa ripercorre in modo rapido la storia del pregiudizio e dell’esclusione degli ebrei in occidente mostrandone le principali evoluzioni (dall’odio religioso a quello etnico a quello razziale) dalla tarda antichità al nazismo. Passa quindi alla percezione degli ebrei nel mondo arabo, mettendo in evidenza la coincidenza tra diffusione dell’antisemitismo di matrice europea e nascita dell’opposizione al sionismo. Giunge così a separare, con esempi efficaci, l’odio per gli ebrei e le critiche alla politica portata avanti dal governo israeliano, che i sostenitori, mettendo a rischio la popolazione palestinese e il diritto internazionale, tendono a sovrapporre. ◆

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1664 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati