La serata sta per finire, i fan schiamazzano sulle panche e il pavimento è appiccicoso di birra. Sky Sport manda di nuovo in onda la pubblicità e Fallon Sherrock sale sul palco da cui tra poco scriverà nuovamente la storia. È un giorno di febbraio, si gioca il secondo turno della Premier league darts, un campionato europeo di freccette. La gara si svolge alla Motorpoint arena di Nottingham, nel Regno Unito. Settemila posti a sedere, faretti colorati, diretta tv. Sherrock indossa la sua camicia rosa e le sue tre freccette rosa sono lì che l’aspettano. Sono loro ad averla portata fin qui; nel frattempo il mondo delle freccette è un po’ cambiato. Quando gli avversari uomini entrano in sala, nelle arene risuonano canzoni dai toni combattivi: “I’m coming out of my cage and I’ve been doing just fine”, sono uscito dalla mia gabbia e me la sto cavando bene, come recita Mr. Brightside dei Killers. Per il suo ingresso invece Fallon Sherrock ha scelto un brano della cantante pop statunitense Katy Perry, Last friday night. Parla di donne che hanno bevuto troppo e che si sono lasciate andare. Non è una storia di muscoli o di uomini, parla di chi sfida i propri limiti. Se chiedi a Sherrock perché l’ha scelta, ti risponde semplicemente che le piace. In realtà sfidare i suoi limiti è proprio quello che sta facendo da mesi. A dicembre è stata la prima donna nella storia delle freccette a raggiungere un traguardo che può sembrare modesto, ma in realtà è rivoluzionario: ha battuto un uomo a una partita dei mondiali. Per fare la storia, gli uomini devono mantenere un titolo o stabilire un record di punti. Alle donne basta battere un uomo. Le freccette non sono solo uno sport da pub, ma un settore economico che fa girare milioni: uomini e donne si affollano nelle arene per osservare due giocatori che lanciano freccette contro un bersaglio. Non importa che da lontano il pubblico riesca a malapena a distinguerle. Il punto è un altro: bere, urlare, festeggiare. Si paga 30 euro per il biglietto d’ingresso. È una sorta di miscela britannica tra l’Oktoberfest e il carnevale. I fan sono vestiti da pinguini, da Teletubbies o da bottiglie di birra e si siedono attorno a lunghi tavoli. L’alcol viene servito in brocche. Da quando Fallon Sherrock ha vinto a dicembre, molti di loro indossano anche parrucche bionde e camicie rosa. Hanno cartelli con scritte tipo “Sposami Fallon”, “Sei un angelo caduto dal cielo”, “Chi prepara la cena Fallon? :)”. Fallon Sherrock, 25 anni, madre single di un figlio di cinque anni, ama questo mondo. Non ha niente di cui lamentarsi. Nemmeno dei suoi avversari. Non parlano e non giocano in modo diverso dalle donne, dice la sera prima della partita. “Non ci sono differenze”, spiega. Ora sale sul palco di Nottingham, circondata da effetti pirotecnici e da quattro ballerine con la pancia scoperta e i pompon da cheer­leader. Il suo avversario, Glen Durrant, annunciato dalla canzone Pump it up!, aspetta accanto al palco. È in testa alla Premier league, si sente invincibile. Più tardi dirà che è stata la partita più difficile della sua vita. Sherrock gioca come ospite. La federazione delle freccette ha inventato questo sistema perché dà maggiore varietà e la possibilità di scoprire nuovi talenti. Sherrock è stata invitata dopo il suo successo ai mondiali. Giro del mondo Ai campionati del mondo hanno partecipato solo due donne e 94 uomini. Con grande sorpresa di tutti, Sherrock ha vinto la prima partita, ha superato il girone e ne ha vinta un’altra. I mezzi d’informazione hanno parlato di “favola”. Da allora la chiamano “La regina del Palace”, dal nome dell’arena di Londra in cui si sono svolte le gare. La storia della ragazza britannica che rivoluziona uno sport popolare fino a quel momento dominato da uomini ha fatto il giro del mondo. La tennista Billie Jean King ha definito Sherrock una svolta, l’attrice Sarah Jessica Parker ne ha caricato una foto sul suo profilo Instagram. Sex and the city era una delle serie preferite di Sherrock. “E alla fine la protagonista ha pubblicato una mia foto!”, ricorda la giocatrice. Le freccette britanniche sono arrivate anche a Hollywood. A Nottingham Sherrock è stata ancora una volta la prima: la prima donna nella centenaria storia delle freccette a giocare una partita di Premier league. “Voglio dimostrarlo di nuovo a tutti: noi donne siamo forti quanto gli uomini”, dice. Quello delle freccette è un mondo maschile, ma il motivo non è così chiaro. In questa disciplina un uomo non ha vantaggi fisici evidenti. Le freccette si lanciano contro il bersaglio da una distanza di più di due metri. I giocatori cominciano la partita con un punteggio alto, l’obiettivo è arrivare a zero. Nella Premier league si giocano dodici set, chi ne vince di più si aggiudica la partita. A fare la differenza è un braccio stabile, buoni muscoli delle mani, una buona vista e un po’ di matematica. E naturalmente il talento. Un bersaglio in salotto Fallon Sherrock è cresciuta con una sorella gemella in una piccola casa a Milton Keynes, città di 230mila abitanti a ottanta chilometri a nord di Londra. Nel salotto era appeso un bersaglio per le freccette, perché i genitori giocavano in un campionato locale. Sherrock racconta che già da bambine avevano spesso le freccette in mano: “Per noi erano giocattoli”. Non pensava mai a quello che avrebbe fatto da grande. Era brava a scuola, giocava a tennis, faceva pattinaggio sul ghiaccio e ginnastica, ma dopo un po’ smise. Non aveva grandi ambizioni. “Ci sono sempre andata piano con i sogni”, dice. A 15 anni sua sorella cominciò a tirare le freccette contro il bersaglio e Sherrock giocava con lei. “Dopotutto a Milton Keynes non c’era molto altro da fare”. Giocavano sempre dopo la scuola, si allenavano nei lanci e in aritmetica. Sherrock ammette di essere sempre stata brava in matematica. Si accorse presto che non riusciva a smettere di tirare. Per giocare a freccette non servono lezioni o allenatori, non devi spendere soldi. Anche per questo sono uno sport popolare. Allora perché la metà della popolazione ne è stata esclusa per così tanto tempo? Sherrock ha cominciato nella lega della contea, giocava contro altre donne, mai contro gli uomini. La British darts association separa i sessi. La divisione femminile ha meno partite, meno sponsor, premi in denaro più bassi. La prima classificata ai mondiali femminili vince circa ottomila sterline (novemila euro). Il vincitore del campionato mondiale della Professional darts corporation (Pdc) incassa mezzo milione di sterline. A vent’anni arrivò alle finali dei mondiali femminili. Prese la maturità e fece un corso da parrucchiera. Ma non cominciò mai a lavorare. Appena finita la formazione, rimase incinta. Ora con le freccette si guadagna da vivere. A Nottingham il suo avversario Glen Durrant, tre volte campione del mondo, sulla carta le è superiore. Entrambi vincono i set in cui hanno il primo lancio. Sono sul 3 a 3. Il pubblico vuole vedere vincere Sherrock. Durrant cerca di guadagnare un set di vantaggio. Ha tre tentativi per centrare un certo riquadro del bersaglio, i fan di Sherrock fischiano a ogni lancio. Mentre si prepara a tirare, i fischi sono alti. Durrant manca l’obiettivo. Quando poco dopo Sherrock vince il set, e per la prima volta della serata conduce la partita, i suoi fan salgono in piedi sui tavoli, gridano di gioia, la birra cade ovunque. Sherrock vince anche il set successivo: 5 a 3. A dieci set su dodici, il punteggio è 6 a 4. Sherrock si è garantita se non altro il pareggio. Migliaia di uomini applaudono una donna che gioca a freccette: solo qualche anno fa questa scena sarebbe stata inimmaginabile. Da tempo questo sport fa i conti con le accuse di sessismo. La presenza delle cosiddette walk-on-girls, le ragazze che in abiti succinti accompagnano gli uomini sul palco, è stata abolita solo nel 2018. Le donne non sono mai state prese sul serio come giocatrici. All’origine c’è una ragione precisa: la birra. Le freccette sono diventate uno sport popolare attraverso la cultura dei pub inglesi, e i pub sono rimasti a lungo il regno degli uomini. Oggi le donne possono qualificarsi per i tornei Pdc e in teoria potrebbero vincere il premio di mezzo milione di sterline. Tuttavia, “finché non riusciranno a mantenersi con le freccette e avranno meno competizioni in cui giocare, sarà difficile”, dice Sherrock. Anche Barry Hearn, 71 anni, presidente della Pdc, l’ha riconosciuto, riservando alle donne due dei 96 posti ai mondiali di dicembre. Per qualificarsi contro gli uomini, le donne dovevano vincere nei tornei femminili. “Ci ha aperto una porta”, dice Sherrock. Sentendola parlare, davanti alle telecamere e sul palco, potresti pensare che, in quanto donna, Sherrock si batta consapevolmente per tutte quelle che popolano il mondo delle freccette. Anche prima o dopo le partite le sue dichiarazioni sembrano confermarlo. Per esempio quando spiega che gioca meglio contro gli uomini che contro le donne: “Perché mi dico: lo faccio per noi”. Oggi, oltre a lei, ci sono altre giocatrici ai massimi livelli. Solo poche settimane fa, una di loro è riuscita a qualificarsi per il Pdc pro tour, battendo 484 uomini. Ma quando chiedo a Sherrock se si considera femminista, sembra confusa. “Non so cosa voglia dire”, risponde. La mattina successiva, il suo manager mi scrive che Fallon è una “persona gentile” e che è pronta a proseguire l’intervista. Ma non bisogna chiederle “cose che non capisce”. Forse nella sua professione non conviene difendere i diritti delle donne in modo troppo esplicito. Sherrock si considera un’atleta, non vuole mettere in cattiva luce il suo sport, ma renderlo più giusto. Non vuole smascherare nulla, ma allo stesso tempo accende i riflettori. A Nottingham, la partita tra lei e Glen Durrant finisce con un pareggio. I fan sono dispiaciuti. Sherrock rimane sul palco più a lungo dell’avversario, sorride al pubblico ed è raggiante di gioia. Per lei è stato un successo, perfino più grande della vittoria ai mondiali, sostengono i commentatori. Ha giocato la sua partita migliore. Un passo avanti Più tardi Sherrock è seduta nella sua stanza d’albergo, accanto a lei sul letto c’è la camicia rosa. “L’ho dimostrato di nuovo a tutti”, dice. Il fatto che ora sia un modello per tante ragazze, che molte le scrivano, che vogliano diventare giocatrici di freccette la rende felice. “È bello vedere che le freccette sono più popolari”, dice la regina del Palace. C’è una storia di quasi cent’anni fa, ambientata nella contea del Buckinghamshire, che comprende anche la città di Milton Keynes. Lì una volta una regina ispirò le donne a giocare a freccette. Nel 1937 Elizabeth Bowes-Lyon, la madre di Elisabetta II, visitò un centro ricreativo con suo marito, re Giorgio VI. La coppia fu invitata a giocare a freccette, che all’epoca erano per soli uomini. “Lascia provare anche me, non ho mai giocato prima”, disse la regina, come raccontarono i giornali di allora. La coppia fece una breve partita: la regina vinse. Nei giorni successivi altre donne arrivarono “a frotte per emulare la regina”, scrissero i quotidiani. Alla regina madre fu permesso di fare un passo più vicino al bersaglio rispetto al re. Oggi Fallon Sherrock lancia dalla stessa linea degli uomini. u nv

Fallon Sherrock a Waterlooville, nel Regno Unito, il 5 febbraio 2020 (Tom Jen​kins)

Le freccette sono diventate popolari attraverso la cultura dei pub inglesi

Biografia

◆ 1994 Nasce a Milton Keynes, nel Regno Unito. ◆ 2009 Comincia a giocare a freccette nel salotto di casa. ◆ 2012 Vince il torneo Girls world masters. ◆ 2019 È la prima donna nella storia a sconfiggere un uomo ai mondiali di freccette.


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Questo articolo è uscito sul numero 1353 di Internazionale, a pagina 72. Compra questo numero | Abbonati