Lo stand di Astarte Edizioni al Salone del libro di Torino era tra i più colorati. Il pubblico era accolto da due donne disegnate, una con l’hijab e una senza, che guardavano verso un orizzonte comune. Un disegno che già da solo spiega la filosofia di questa casa editrice che cerca con il suo lavoro di riempire i buchi e combattere il razzismo. Questo libro, appena scritto da Jamal Ouazzani e illustrato da Zainab Fasiki, ha un cuore antirazzista. Il volume costituisce una contronarrazione antiegemonica che mette al centro le voci e i corpi di donne musulmane impegnate in una lotta politica all’interno e all’esterno delle loro comunità. Donne che l’occidente vede solo come sottomesse, ma che sono tutt’altro: sono vive, forti, usano i testi sacri per la liberazione di loro stesse e di tutte le donne, incluse quelle occidentali. Ogni pagina è una scoperta. Zahra Ali che coniuga fede, critica e giustizia; Shereen El Feki che sottolinea come l’intimità delle donne musulmane sia politica; Ndella Paye che unisce teologia e afro-femminismo. Donne che trovano nella religione non oppressione, ma uno strumento di liberazione.

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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati