La storia di due bambini che trovano un laghetto nel giardino di casa, a leggerla, sembra fantascienza. In realtà i laghetti compaiono davvero dal nulla, dove meno te le aspetti. Lo sanno bene gli abitanti di Roma est che si sono ritrovati il dono di un lago naturale spuntato nel cuore di un ex complesso industriale (la famosa Ex Snia Viscosa) durante i trivellamenti per la costruzione di un polo della logistica. Nel loro piccolo anche ai personaggi di Rán Flygenring succede la stessa cosa. La scrittrice e illustratrice islandese immagina due bambini, Fríða e Spói, che si trovano nel giardino condominiale insieme ai loro vicini di casa un po’ stravaganti. Siamo in estate e insomma piace a tutti un po’ di fresco all’aria aperta. Si legge, si chiacchiera, si mangia, si prende il sole. Però i bambini possono annoiarsi. E la noia è il motore di ogni scoperta. I bambini scavando in una conca trovano di tutto: tappi di bottiglia, viti, chiodi, ossa, braccialetti. Solo grazie a un vicino capiscono che la conca è il bacino di un lago e si mettono in testa di farlo rivivere. Da lì vengono fuori mille avventure e qualche lezione da imparare. Soprattutto i ragazzi imparano che in questa vita è meglio condividere le risorse piuttosto che arraffare tutto.

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Questo articolo è uscito sul numero 1688 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati