Elizabeth usa sostanze dall’età di 12 anni. Dopo aver tentato più volte di smettere e dopo aver frequentato diversi gruppi di autoaiuto, viene avvicinata da Eric Spofford, un ex piccolo criminale con problemi di dipendenze che, dopo essersi disintossicato, ha fondato il Granite recovery center, un centro per la riabilitazione di enorme successo. Eric offre a Elizabeth dei mesi di ricovero gratuito, dandole sostegno emotivo. Poco dopo l’inizio del percorso, però, Eric cambia atteggiamento: comincia a inserire doppi sensi a sfondo sessuale nei discorsi, manda messaggi espliciti e arriva a inviarle foto del suo pene su Snapchat. Per le persone che frequentano gruppi di autoaiuto che si basano sul metodo dei dodici passi, in gergo questa situazione prende il nome del “tredicesimo passo”, ovvero quando qualcuno che ha già affrontato un percorso di riabilitazione usa la debolezza di chi è ancora sulla strada del recupero per instaurare rapporti di potere e creare una nuova dipendenza affettiva. Il lavoro d’indagine della giornalista Lauren Chooljian sull’impero di Eric Spofford ha portato non solo a diverse denunce da parte delle ospiti del centro, ma anche a episodi di stalking da parte di Spofford ai danni della giornalista stessa e della sua famiglia. Una situazione di pericolo creata in una zona grigia della sanità dove non è chiaro il confine tra la cura e il controllo.
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati