Nel bosco gridammo il tuo nome in frantumi
Lo avevi abbandonato
e tutti noi
che amavamo avere il tuo nome in bocca
e chiamare a noi una persona cara
Gridammo il tuo nome tra gli alberi
un’eco solitaria che
s’infrangeva nell’aria
Perché eri morta
e nemmeno gli animali rispondevano al tuo nome
Ti trovammo sul manto ghiacciato
e con te il tuo viso
Gridammo ancora
finché non venne la neve
e il tuo nome era cenere in bocca
Karoline Brændjord è una poeta norvegese nata nel 1990. Ha esordito nel 2020 con la raccolta Jeg vil våkne til verden (“Voglio svegliarmi al mondo”, Kolon Forlag), da cui è tratto questo testo. L’opera, in cui l’autrice cerca un senso nel suicidio della madre e una riconciliazione, ha ottenuto il premio della critica norvegese e il premio Tarjei Vesaas per gli esordienti. Traduzione dal norvegese di Dalila Brocchi.
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Questo articolo è uscito sul numero 1661 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati