Ci sono voluti circa cinquanta giorni all’esercito turco per arrivare alle porte di Afrin. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan l’11 marzo ha detto che le sue forze potrebbero entrare in città “da un momento all’altro”. Secondo Ankara dall’inizio dell’operazione Ramo d’ulivo le truppe turche, sostenute dalle milizie dell’Esercito siriano libero, hanno sottratto alle forze curde delle Unità di protezione del popolo (Ypg) più di cento villaggi, trenta postazioni strategiche e cinque città. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani nei combattimenti sono morti almeno duecento civili.
Erdoğan afferma di voler riconsegnare la regione del nord della Siria “ai suoi legittimi proprietari”, cioè alle popolazioni arabe della Siria. Guillaume Perrier, ex corrispondente di Le Monde in Turchia e autore del libro Dans la tête de Recep Tayyip Erdoğan, sostiene che il presidente turco “vuole riportare nella provincia di Afrin i siriani che sono attualmente in Turchia e operare così una ricomposizione etnica a suo vantaggio in Siria, creando una specie di colonia turca nella zona”. I curdi hanno ricevuto i rinforzi dei miliziani alleati di Damasco e di 1.700 combattenti delle Forze democratiche siriane, l’alleanza arabo-curda sostenuta dagli Stati Uniti. Il trasferimento di questi combattenti dai fronti dov’erano impegnati contro il gruppo Stato islamico indica l’importanza per i curdi della battaglia di Afrin. Ankara ha chiesto agli statunitensi presenti nella città di Manbij e nell’est siriano di bloccare quei rinforzi. Washington ha risposto che l’invio delle truppe è una “pausa operativa” nella lotta contro i jihadisti e che i combattenti non riceveranno il suo sostegno contro i turchi. La presenza di forze leali a Damasco sulla linea del fronte, infine, è un dono avvelenato per i curdi, che hanno sempre avuto legami ambigui con il regime. In cambio del suo sostegno il governo siriano vuole che la provincia torni sotto il suo controllo. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1247 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati