Potrebbe essere la fine di internet come la conosciamo. È quello che dicono da mesi gli oppositori della riforma del diritto d’autore nell’Unione europea. La maggior parte di loro appartiene a una generazione cresciuta nell’era della rete aperta, in cui bastano pochi clic per accedere ai contenuti. Per difenderla, più di cinque milioni di europei hanno firmato una petizione contro la proposta del parlamento europeo. Il 23 marzo in tutta Europa duecentomila persone, soprattutto giovani, sono scese in piazza.
Le proteste sono dovute in particolare all’articolo 13 (poi diventato l’articolo 17). Stabilisce nuove regole per le piattaforme online che secondo molti attivisti ed esperti di copyright potranno essere rispettate solo usando dei filtri sul caricamento di contenuti. Quanto questi sistemi possano essere problematici lo dimostra già il filtro di Google: gli utenti di YouTube si lamentano spesso del fatto che i loro video vengono bloccati ingiustamente. Per paura di azioni legali, gli operatori potrebbero essere spinti a interpretare in modo severo le direttive. I filtri sono un grosso pericolo per la libertà di espressione in Europa: una volta introdotti, non è detto che saranno usati solo per evitare le violazioni del diritto d’autore. L’Unione europea sta già lavorando a un filtro per bloccare i contenuti che istigano al terrorismo, e altri potrebbero seguire.
Invece di prendere sul serio queste preoccupazioni, i parlamentari conservatori hanno preferito accusare gli oppositori della riforma di essere pagati dai giganti di internet. Molti eurodeputati non riescono a capire quanta importanza abbiano piattaforme come YouTube per un’intera generazione, e questo non sorprende: l’età media nel parlamento europeo è 51 anni. Nessuno nega che il diritto d’autore ha bisogno di essere riformato. Ci sono molte proposte intelligenti che non prevedono filtri. Invece si va avanti senza compromessi con una normativa fumosa che rischia di creare un’infrastruttura censoria.
La riforma approvata il 26 marzo è soprattutto questo: un dito medio mostrato ai giovani. In un momento in cui lo scetticismo verso l’Unione europea aumenta e il nazionalismo si propaga come un incendio, è una tragedia politica. ◆ _ gac_
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Questo articolo è uscito sul numero 1300 di Internazionale, a pagina 15. Compra questo numero | Abbonati