Scriviamo un messaggio a qualcuno, poi aspettiamo minuti, ore, a volte giorni prima di ricevere una risposta. C’è chi non ci fa caso, e chi ci resta molto male.
La lentezza nel rispondere non significa necessariamente che ci sia una mancanza di interesse, spiega Cristiane Rayes, psicologa clinica e consulente familiare, autrice del libro di attività Vamos falar de amizade (Parliamo di amicizia, Matrix).
Secondo Rayes dobbiamo capire cosa si nasconde dietro l’atteggiamento del nostro amico o della nostra amica, che per esempio potrebbe non essere disponibile in quel momento, perché lavora o è occupata in un’altra attività. Oppure non è molto presente sui social e si perde tra i mille messaggi. Magari ha impostato un limite di tempo all’uso del telefono. È anche possibile che stia attraversando un brutto periodo o abbia delle difficoltà. Ogni persona funziona in modo diverso, ed è importante capire i tempi e la condizione emotiva degli altri.
Rayes suggerisce di affidarsi all’“intelligenza sociale” per capire se l’altra persona sta bene, ha tempo di rispondere o semplicemente non vuole parlare di qualcosa. Magari l’argomento risulta inappropriato in un certo momento, spiega Rayes, “per esempio quando stai lavorando e un amico ti chiede di uscire e ti propone delle serate”. Un altro motivo può essere un senso di saturazione rispetto ai social, a WhatsApp e alla quantità di messaggi ricevuti, un fattore riconosciuto di stress e ansia.
“La testa è piena, il telefono vibra e cominci ad agitarti”, spiega la psicologa. È necessario rispettare i limiti delle persone. “Oggi non ci facciamo scrupoli nel mandare messaggi a qualcuno. Viviamo in una società dell’immediatezza in cui ci sembra che tutti debbano essere disponibili 24 ore al giorno”. D’altro canto, chi si aspetta una risposta rapida potrebbe essere più vulnerabile e avere bisogno di maggiore attenzione, sottolinea Alana Anijar, psicologa specializzata nella terapia cognitivo-comportamentale e autrice del podcast Psicologia na prática. Non è detto però che queste richieste nascano sempre da una carenza affettiva, aggiunge Rayes. Per esempio potrebbero derivare dall’ansia che prende il sopravvento.
Cercare un allineamento
Ci sono persone che pretendono una risposta immediata, che s’interrogano sul motivo dell’attesa e che arrivano a spiare gli altri per capire se sono online. Secondo Rayes non è un comportamento sano e vale la pena domandarsi se non si stia pretendendo troppo da quella relazione, aggiunge Anijar.
Secondo Rayes provare questo tipo di disagio dice molto di come siamo e di come interpretiamo la mancanza di una risposta: possiamo sentirci ignorati, respinti o addirittura abbandonati. In questi casi la psicologa consiglia di osservare le proprie emozioni e cercare di coglierne il significato.
In ogni caso la mancanza di sintonia può creare problemi nelle relazioni, spiega Anijar. Per questo è fondamentale parlarne per spiegare all’altra persona di esserci rimasti male o, nell’altro caso, per chiarire che non si tratta di disinteresse, suggerisce Rayes. Sarebbe bene anche esplicitare che a volte non abbiamo voglia di parlare. È importante saper mettere dei paletti, afferma Rayes. “Non si tratta di mancare di rispetto agli altri, ma di rispettare se stessi”.
Se il messaggio ci è sfuggito per disattenzione, invece, è buona norma chiedere scusa. “La sincerità è la cosa migliore. Una comunicazione chiara è essenziale per una relazione equilibrata”, spiega la psicologa.
In alcuni casi è davvero possibile che l’altra persona non sia interessata a una connessione più intima, osserva Anijar. Oppure può capitare che un amico sia disponibile solo per parlare di sé, o che chieda più aiuto di quanto sia disposto a darne. Tuttavia queste dinamiche sono legate più alla personalità che alle relazioni, spiega Rayes.
Se vogliamo mantenere dei legami significativi è importante capire come funzionano i nostri amici. ◆ _as _
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Questo articolo è uscito sul numero 1688 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati