“Gli attacchi dell’11 settembre sono stati atrocità enormi”, scrive Noam Chomsky. “E le vittime principali, come al solito, sono state dei lavoratori: portieri, segretarie, pompieri eccetera. È molto probabile che le conseguenze del disastro si ritorcano contro i palestinesi e altri popoli poveri e oppressi; inoltre, non ci vorrà molto per giungere a un forte giro di vite sui controlli di sicurezza, con varie possibili ramificazioni che mineranno le libertà civili. L’attacco rivela, drammaticamente, la follia delle teorie sulla ‘difesa antimissile’. Come era ovvio sin dall’inizio, e ripetuto fino alla noia dagli analisti strategici, se qualcuno ha intenzione di causare una catastrofe negli Usa, con l’utilizzo di armi di distruzione di massa, è altamente improbabile che opti per un attacco missilistico, poiché garantirebbe la sua distruzione immediata. Comunque gli eventi di oggi saranno usati per aumentare la pressione in favore della messa in pratica di questi sistemi. Il termine ‘difesa’ è una maschera sottile per attuare piani di militarizzazione dello spazio; con delle buone public relation, perfino le argomentazioni più inconsistenti avranno un certo peso su un’opinione pubblica spaventata.

In breve, il crimine di martedì è un regalo per la destra più radicale, e a tutti coloro che sperano di usare la forza per controllare i propri territori. Anche al di là delle probabili azioni americane e di quel che potrebbero portare: eventuali altri attacchi come questo, o anche peggiori. Le prospettive sono oggi ancor più tetre di quel che apparivano prima dell’ultima catastrofe”. ZNet

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 403 di Internazionale, a pagina 9. Compra questo numero | Abbonati