Lontano dai gilet catarifrangenti dei giornalisti, dal personale sanitario, dagli autobus delle unità di emergenza e dalla nave di cui oggi tutto il mondo parla – la Mv Hondius –, la spiaggia di El Médano, a sudest di Tenerife, una delle isole Canarie, è gremita di persone come in un qualunque pomeriggio di un fine settimana qualsiasi.

Jennifer Sáez, 38 anni, e Virginia Gómez, 36, sono sedute su una delle passerelle di legno che costeggiano la spiaggia. Sembrano rilassate. Anche se lo scenario trasmette calma – sono le tre del pomeriggio e il sole picchia forte, tranne nei brevi momenti in cui si solleva una brezza leggera – sanno benissimo cosa è successo a dodici chilometri di distanza, nel porto di Granadilla.

Operazione senza precedenti

Il 10 maggio i passeggeri della nave da crociera in cui è esploso un focolaio di hantavirus, causando la morte di tre persone, sono sbarcati a gruppi per essere rimpatriati nei loro paesi. Gli spagnoli, quattordici in totale, sono stati trasferiti a Madrid, dove completeranno il periodo di quarantena in ospedale. Gli altri sono partiti per Francia, Canada, Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Turchia, Australia e Stati Uniti .

Durante la conferenza stampa organizzata sulla banchina, la ministra della salute Mónica García ha dichiarato che l’operazione, definita “inedita”, è stata portata a termine come previsto. Accanto a García c’erano il ministro per le politiche territoriali Ángel Víctor Torres, il ministro dell’interno Fernando Grande-Marlaska e il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus. Mancavano il presidente della comunità autonoma delle Canarie Fernando Clavijo (del partito Coalición Canaria, Cc) e gli altri esponenti del suo governo, che ha tentato di boicottare le operazioni di sbarco fino all’ultimo minuto.

Secondo Jennifer Sáez i cittadini delle Canarie devono essere orgogliosi, perché niente di simile era mai stato fatto in passato. L’Oms precisa che Tenerife è stata scelta per le sue “infrastrutture consolidate nella gestione dei patogeni ad alto rischio”. “Dobbiamo essere fieri di essere stati scelti, no? I canari sono un popolo incredibile e molto solidale. Se quello che è successo ai passeggeri della Hondius capitasse a me, vorrei che mi salvassero”, aggiunge Sáez.

Anche altri passanti condividono la sua opinione. Rita, 55 anni, cammina di fretta in una delle strade più residenziali di El Médano. Spiega di sentire una profonda empatia per i passeggeri della Hondius, perché ricorda il periodo “orribile” del covid. E condivide la posizione di Sáez, cioè che se si fosse trovata nelle loro condizioni avrebbe voluto ricevere la stessa assistenza. Anche Leone XIV ha elogiato “l’ospitalità che caratterizza” l’arcipelago.

Ostruzionismo

Eppure Clavijo e il suo governo hanno avuto l’atteggiamento opposto. Nel porto di Granadilla per tutto il giorno non si è visto nessuno di loro. Fonti governative hanno spiegato alla tv locale che l’unico personale attivo è stato quello del Servicio canario de salud, all’interno dell’ospedale da campo allestito nel caso in cui fosse necessario un intervento per un qualsiasi imprevisto.

Un’epidemia

◆ Tra i passeggeri della nave da crociera Hondius sono stati accertati dieci casi di persone contagiate dall’hantavirus: tre di loro sono morte. Gli hantavirus sono una famiglia di virus trasmessi dai roditori che possono causare gravi malattie negli esseri umani. L’infezione si contrae solitamente tramite il contatto con animali infetti o con le loro urine, feci o saliva. La variante presente sulla Hondius, quella delle Ande, è l’unica nota in grado di trasmettersi da persona a persona, probabilmente per via respiratoria. Anche se non si può determinare con certezza il potenziale infettivo delle goccioline di saliva, in genere il contagio avviene in seguito a contatti stretti e prolungati. A livello mondiale, si stima che si verifichino ogni anno dai diecimila ai centomila contagi da hantavirus. Nel 2025, nella regione delle Americhe, otto paesi hanno segnalato 229 casi e 59 decessi.

I sintomi iniziali spesso includono febbre, dolori muscolari, mal di testa e disturbi gastrointestinali. A seconda del ceppo virale, alcuni pazienti possono sviluppare una malattia respiratoria o disturbi renali. La forma respiratoria (Hcps) è causata da virus presenti nelle Americhe, mentre quella renale (Hfrs) riguarda soprattutto l’Europa e l’Asia. La diagnosi viene solitamente effettuata tramite esami del sangue. Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità sottolineano che il rischio di un’epidemia a livello globale è basso, ma invitano alla prudenza per interrompere ogni catena di trasmissione.–New Scientist, Le Monde


La presidente del governo di Tenerife, Rosa Dávila, ha pubblicato su X un messaggio in cui ha sostenuto che il governo ha agito “con responsabilità per difendere la sicurezza della nostra popolazione, mostrando insieme solidarietà nei confronti delle persone che si trovavano a bordo della nave”. La ministra della sanità si è sottratta allo “scontro” politico fino al termine dell’operazione, ma ha sottolineato che ci sarà tempo per analizzare quanto accaduto. “Credo che oggi sia un giorno in cui parlare dell’orgoglio del paese e della popolazione canaria, una popolazione solidale. Le polemiche non fanno bene alla difesa della salute pubblica”, ha aggiunto García.

Clavijo si è perso le difficoltà di accedere al molo in assenza di segnaletica; si è perso gli sguardi che cercavano di individuare la posizione esatta della nave e le imbarcazioni della guardia costiera e dei mezzi di soccorso che la scortavano; si è perso i mormorii in inglese, tedesco e giapponese di una folla di giornalisti arrivati da tutto il mondo”; e si è perso anche il modo in cui i passeggeri della Hondius, curiosi quanto i fotografi presenti sulla banchina, hanno usato le loro macchine fotografiche e i loro telefoni per immortalare il momento.

Clavijo era stato invitato. García ha confermato di aver informato il governo delle Canarie, “che non ha partecipato” nonostante “oggi fosse un giorno in cui bisognava lavorare”. “Al di là di tutte le difficoltà che abbiamo incontrato”, ha continuato la ministra, “possiamo essere orgogliosi del risultato dei nostri sforzi”. Di sicuro non grazie a Clavijo. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati