La scoperta che ci sono quasi tre milioni di libri scolastici abbandonati in un capannone affittato dalle poste a Cajamar, alla periferia di São Paulo, è stata sconvolgente. Ma ancora più terribile è stata la prima reazione del ministero dell’educazione, che ha minacciato la “distruzione di libri inutili”. Poi, il Fondo nazionale per lo sviluppo dell’educazione, un organo del ministero, ha informato che si farà un’ispezione per decidere cosa salvare e cosa no.
Il caso illustra bene le intenzioni del governo brasiliano sull’istruzione. Il presidente Jair Bolsonaro non nasconde mai il suo disprezzo per i libri. Insieme al ministro dell’educazione, Abraham Weintraub, ha rilasciato diverse dichiarazioni ostili ai libri adottati dal ministero e alla pratica della lettura in generale, visti dal governo come una via verso l’indottrinamento di sinistra. Il 3 gennaio, parlando a una platea di sostenitori a Brasília, Bolsonaro ha definito “spazzatura” il materiale distribuito agli studenti.
“Le parole delle autorità hanno delle conseguenze e influiscono sulla formazione di una generazione”, dice Cláudia Costin, direttrice del Centro de excelência e inovação em política educacionais di Rio.
La politica brasiliana di distribuzione dei libri scolastici, chiamata Programma nazionale del libro e del materiale didattico, esiste da trent’anni ed è una delle più efficaci e capillari del mondo. Costa due milioni di real alle casse pubbliche e garantisce la distribuzione di 165 milioni di testi, permettendo l’accesso al materiale scolastico a bambini e adolescenti in ogni angolo del paese. I libri sono distribuiti a 48 milioni di alunni nelle circa 150mila scuole del Brasile. “Le dichiarazioni del presidente rivelano la grande mancanza di conoscenza del contenuto e dei propositi dei libri scolastici e possono compromettere il funzionamento del programma”, dice la pedagoga Anna Helena Altenfelder.
Una pessima notizia
I libri conservati nei capannoni di Cajamar, ancora incellofanati, sono parte di una riserva del Programma nazionale del libro. Esiste sempre un disavanzo delle copie acquistate ogni anno, che viene conservato. In questo caso, è materiale accumulato dal 2005 a 2019. La riserva tecnica è importante perché la realtà dell’insegnamento è piuttosto dinamica e gli studenti cambiano scuola e città ed è necessario che tutti ricevano il materiale didattico.
Com’è tipico dei leader autoritari, Bolsonaro denuncia il carattere dottrinale dei governi precedenti per imporre il suo pensiero. “L’educazione in Brasile rischia davvero di regredire”, afferma Costin. “Il governo preferisce entrare in discussioni ideologiche invece di promuovere politiche pubbliche efficaci”. Le dichiarazioni successive del ministro Weintraub si sono concentrate su temi secondari e irrilevanti che nulla hanno a che vedere con le reali necessità e le sfide dell’educazione nel paese. Esiste, per esempio, un Piano nazionale dell’educazione che è stato elaborato in maniera partecipativa e approvato dalla camera quando Bolsonaro era parlamentare. Il piano aveva venti obiettivi, come elevare il tasso di alfabetizzazione della popolazione e triplicare le matricole delle scuole professionali e tecniche. Questi obiettivi, come ricorda Anna Helena Altenfelder, non sono stati raggiunti e oggi sono ignorati dal governo. Al loro posto, l’esecutivo di Bolsonaro vuole ampliare le scuole civili-militari.
La prova definitiva del fatto che a Bolsonaro e Weintraub non interessa migliorare l’istruzione pubblica è il taglio delle risorse del ministero dell’educazione per il 2020. In un sistema dove mancano le infrastrutture e i professori, e i salari sono bassi, è una pessima notizia, perché il taglio colpisce l’educazione di base. Con Bolsonaro al governo, il Brasile sta andando verso la distopia ben raccontata nel libro Fahrenheit 451 dello scrittore statunitense Ray Bradbury, che mostra una società in cui i libri sono stati banditi.◆ar
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Questo articolo è uscito sul numero 1343 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati