A che ora chiude Venezia? Dal 23 al 25 ottobre Alessandro Calvi, giornalista collaboratore di Internazionale, accompagnerà viaggiatrici e viaggiatori nella Venezia consumata dal turismo di massa, in compagnia di attivisti ed esperte del posto.
Venezia è la città che più di tutte i turisti considerano un museo. Masse di visitatori l’affollano spesso poco interessate alla sua natura di città viva, usandola come sfondo per un’avventura o, come si preferisce dire oggi, per un’esperienza.
Oppure la trattano come un parco divertimenti. Si racconta che qualche turista si sarebbe perfino informato sugli orari di chiusura di Venezia. Una leggenda, evidentemente, che racconta molto bene lo stato delle cose. E la recente decisione del comune di imporre un contributo di accesso alla città non ha fatto che rafforzare questa idea.
Intanto, mentre i turisti arrivano sempre più numerosi, i veneziani sono sempre di meno. Il turismo è il vero padrone della città. E non da oggi. Da decenni Venezia è il caso più rappresentativo di un modello di sviluppo che non crea un benessere diffuso e che, per attirare visitatori, consuma quello che i turisti vorrebbero vedere: la sua bellezza.
Come si è arrivati a tanto? Proveremo a capirlo osservando la città insieme ad Alessandro Calvi, giornalista che su Internazionale ha scritto spesso di questi temi. E ricorreremo all’aiuto prezioso di alcune esperte e attivisti che ci racconteranno la città in presa diretta, mostrandoci le cause dei problemi della Venezia di oggi, e i danni che sta provocando l’eccesso di turismo.
Scopriremo come la radice di molti problemi risalga addirittura a un secolo fa, quando i veneziani iniziarono a trasferirsi sulla terraferma. Proveremo a capire se l’Unesco sia un’opportunità per la città o non sia invece una condanna. Ci faremo un’idea dei problemi che i veneziani devono affrontare nella vita quotidiana, ormai quasi ospiti nella loro stessa città.
E ci faremo raccontare cosa significa la laguna per una città che, per secoli ha basato la propria grandezza proprio sul suo rapporto con l’acqua, per poi dimenticarsene con l’arrivo della modernità.
L’itinerario giorno per giorno
Primo giorno, venerdì 23 ottobre 2026
Ritrovo in stazione Santa Lucia a Venezia e accoglienza.
Sistemazione in hotel, in camere doppie e bagno privato.
Incontro con il giornalista Alessandro Calvi e passeggiata introduttiva nella zona della stazione. Si prosegue verso il Ghetto, Rialto per Strada Nuova fino a piazza San Marco.
Osserveremo gli interventi che ha subito Venezia dalla seconda metà dell’ottocento a oggi, in particolare la realizzazione – anche per mezzo di sventramenti dell’antico tessuto urbano – di una nuova viabilità di terra per fare spazio al traffico pedonale.
Vedremo come questo abbia modificato profondamente la natura della città, e come molti interventi, tra cui l’interramento di numerosi rii, abbiano finito per eroderne l’identità, rendendola molto più simile a qualsiasi altra città del mondo.
Scopriremo come tutto ciò abbia favorito l’accrescimento dei flussi turistici, portando a un’ulteriore omologazione delle zone della città interessate da questo traffico. Ci soffermeremo su alcuni degli episodi più noti o rappresentativi di questi processi, come la storia del Fondaco dei Tedeschi.
Saremo accompagnati da un referente dell’Osservatorio Ocio, che ci racconterà cosa significa oggi vivere a Venezia e ci mostrerà le conseguenze che il turismo ha ogni giorno sulla vita dei residenti, in una città in cui i servizi per i cittadini sono stati sostituiti da quelli per i turisti.
Cena in osteria.
Tempo libero dopo cena prima del rientro in hotel e pernottamento.
Secondo giorno, sabato 24 ottobre 2026
Dopo colazione, passeggiata nel sestiere Castello.
È una zona della città ancora abitata dai veneziani, ma caratterizzata da una profonda trasformazione, che nell’ultimo secolo le ha fatto perdere in gran parte la sua natura di sestiere operaio legata dalla presenza dell’Arsenale.
Ci accompagnerà l’antropologa Clara Zanardi che ci parlerà in particolare dello spostamento progressivo della popolazione cittadina sulla terraferma, la cosiddetta “bonifica umana”, in particolare a Mestre e Marghera, dove era sorto il nuovo polo industriale. Analizzeremo questo processo promosso dal potere economico e politico.
Pranzo e pomeriggio liberi.
Gli accompagnatori saranno a disposizione per condurre il gruppo nei luoghi più significativi dei sestieri di San Polo, Santa Croce e Dorsoduro, zone della città molto belle e interessanti ma che saranno fuori dalle attività strettamente collegate al viaggio, limitate ai soli sestieri di Cannaregio, San Marco e Castello.
Per chi vorrà visitare altro in autonomia, suggeriamo una visita al museo del settecento veneziano di Ca’Rezzonico o il museo Fortuny, residenza e studio di Mariano Fortuny y Madrazo, imprenditore tessile, pittore, scenografo e fotografo, attivo nella Venezia della prima metà del novecento.
Cena in osteria.
Rientro in hotel e pernottamento.
Terzo giorno, domenica 25 ottobre 2026
Dopo colazione, incontro con la scienziata e attivista Jane Da Mosto.
Parleremo della relazione tra la città e la laguna e di come è vissuta dai veneziani e dai turisti. Osserveremo le caratteristiche della laguna, un ambiente estremamente delicato. L’incontro si svolgerà presso lo studio di Jane Da Mosto, nei pressi della chiesa di Santa Maria dei Miracoli.
Pranzo libero e proseguimento delle visite in autonomia nel pomeriggio.
Fine del viaggio.
Viaggio riservato a chi ha un abbonamento a Internazionale.
Per maggiori informazioni e prenotazioni si può consultare il sito di Viaggi e Miraggi.
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