Che William Klein sia uno dei più importanti fotografi viventi non è una rivelazione. Né che sia anticonformista, libero e capace di sfruttare la sua libertà, sempre sul filo del rasoio, alla ricerca di qualcosa che potesse risvegliare lo sguardo del pubblico. Eppure, nonostante sia un autore che ha rivoluzionato e ridefinito il modo di osservare le grandi città, da New York a Tokyo, da Roma a Mosca, attraverso alcuni libri che hanno fatto epoca, non esiste un lavoro editoriale che affronti l’insieme della sua opera.

Una dimenticanza piuttosto grave a cui rimedia il nuovo numero del periodico del Museo della fotografia di Amsterdam, Foam magazine, numero 37, in occasione di una mostra retrospettiva dedicata a Klein, inaugurata a dicembre.

Con questa prima uscita monografica del magazine (e per 19,50 euro) abbiamo diritto a tutti i grandi classici dell’autore, ma anche alle ricerche astratte dei suoi esordi, alle tavole dei provini ritoccate con la pittura, a un grande ensemble sulle luci di Broadway nel 1958, a una rievocazione della sua incursione nel cinema, nel 1969, con

Evviva la libertà e a tutte le recenti vedute a colori di Brooklyn.

È un po’ come una grande retrospettiva, con numerosi bonus. A tutt’oggi il miglior libro su Klein. Il 2014 è cominciato nel migliore dei modi.

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